Piazza Affari chiude in rialzo: tonfo di Telecom Italia, brillante la galassia Agnelli

Inviato da Redazione il Lun, 21/01/2013 - 17:44
La Borsa di Milano chiude in positivo una seduta orfana di Wall Street, rimasta chiusa per celebrare il Martin Luther King Day, e in attesa di notizie dalla riunione dell'Eurogruppo. I ministri della Finanze europei si riuniscono a Bruxelles per discutere sul meccanismo di ricapitalizzazione delle banche attraverso il fondo Esm, sul caso Cipro, su cui dovrebbe giungere il rapporto sulle banche del Paese, e sulla Grecia, per cui dovrebbe essere approvato il versamento degli aiuti. Infine, l'Eurogruppo è chiamato a scegliere il successore di Jean Claude Juncker alla presidenza. Secondo le ultime indiscrezioni, il ministro delle Finanze olandese Jeoren Dijsselbloem è il candidato favorito. Stabile lo spread Btp-Bund rimasto in area 260 punti base. Sotto i riflettori il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che con una cerimonia a Capitol Hill darà il via al suo secondo mandato alla guida degli Usa. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato gli scambi in progresso dello 0,44% a 17.631,99 punti mentre il Ftse All Share si è attestato a 18.622,54 punti in rialzo dello 0,45%. Dopo il rally delle ultime settimane, Mediaset oggi ha indossato per lungo tempo la maglia nera del listino meneghino, per poi riprendersi parzialmente e chiudere in ribasso dello 0,69% a 2,004 euro. A pesare sul titolo della società di Cologno Monzese il downgrade giunto questa mattina da Deutsche Bank. Gli analisti tedeschi hanno abbassato il giudizio a hold dal precedente buy. Alzato invece il target price a 2,3 da 2 euro. Male anche Finmeccanica (-0,81% a 4,92 euro), in scia alla bocciatura di Standard & Poor's di venerdì scorso. L'agenzia statunitense ha ridotto il Corporate Credit Rating di lungo termine del gruppo italiano portandolo da "BBB-" con outlook negativo a "BB+" con outlook stabile. La bocciatura, hanno spiegato gli analisti, riflette la convinzione che Finmeccanica difficilmente nel breve termine riuscirà a conseguire un profilo di rischio finanziario coerente con la valutazione BBB-. Pesa in particolare il prolungarsi dei tempi relativi all´esecuzione del piano di dismissioni. Maglia nera a Telecom Italia (-2,68% a 0,744 euro), nonostante l'ottimismo espresso dagli analisti di Equita. La Sim milanese ha aumentato il prezzo obiettivo del 5% a 0,87 euro (giudizio confermato hold) "principalmente per il beneficio dei ridotti tassi di interesse". In vista dei risultati dell'esercizio 2012 e della presentazione del piano industriale al 2015, gli esperti stimano un fatturato domestico in calo circa dell'8% nel quarto trimestre con un lieve miglioramento del trend mobile, rispetto al -12,9% registrato nel terzo periodo dell'anno scorso, controbilanciato da un leggero peggioramento di quello wireline, contro il -6% del terzo trimestre 2012. Misto il comparto bancario. In rialzo dell'1,46% a 4,018 euro Ubi Banca, dell'1,46% a 1,527 euro Banco Popolare, dell'1,40% a 4,482 euro Unicredit, dello 0,29% a 0,514 euro Popolare di Milano e dello 0,47% a 5,39 euro Mediobanca. Giù Intesa Sanpaolo (-0,07% a 1,506 euro), Monte dei Paschi (-0,41% a 0,2942 euro) e Bper (-0,58% a 5,975 euro). Societe Generale, in un report odierno, dà atto dell´impatto positivo della riduzione dello spread sugli istituti di credito ma ritiene che sia necessaria una normalizzazione del differenziale per un vero incremento dei guadagni. Ipotesi di difficile realizzazione, per gli analisti, in considerazione dell´avvicinarsi della nebulosa tornata elettorale in Italia. Brillante la Galassia Agnelli con Fiat e Fiat Industrial che hanno svettato sul paniere principale con un rialzo rispettivamente del 3,92% a 4,724 euro e del 3,75% a 9,28 euro. Bene anche la holding Exor su dell'1,70% a 20,94 euro. Poco mossa Eni (+0,10% a 19,31 euro). Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Cane a sei zampe starebbe incontrando delle difficoltà nella rinegoziazione dei contratti take or pay con la Norvegia e l'Olanda e l'amministratore delegato del gruppo, Paolo Scaroni, non avrebbe escluso il ricorso ad un arbitrato internazionale nel caso in cui non si trovasse un accordo soddisfacente.
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