Piazza Affari chiude in rialzo, rimbalzano le banche. In luce Eni

Inviato da Redazione il Mer, 28/08/2013 - 17:37
La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo dopo due sedute di ribassi sostenuti aumentando i guadagni nel finale in scia all´andamento positivo di Wall Street. Sui mercati si respira comunque un clima di nervosismo in scia ai timori di un imminente attacco alla Siria. Riflesso evidente è la risalita del petrolio, con il Wti (consegna ottobre) arrivato nella notte sopra quota 112 dollari al barile, il massimo dal maggio del 2011. Il Tesoro ha superato il secondo scoglio della tre giorni di aste collocando Bot a 6 mesi per 8,5 miliardi di euro. Il risultato è stato un´asta che ha evidenziato un lieve aumento dei rendimenti, che sono però rimasti sotto la soglia psicologica dell´1 per cento. Sul secondario lo spread Btp-Bund è tornato in area 250 punti base dopo aver superato nei primi scambi quota 260 punti base. Snobbato il dato sulle vendite in corso di abitazioni Usa che in luglio sono scese dell´1,3%. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,98% a 16.743 punti. Gli acquisti sono tornati sul comparto bancario e il Banco Popolare ha svettato sul paniere principale con un balzo del 6,79% a 1,101 euro all´indomani dei conti pubblicati a mercati chiusi. L´istituto scaligero ha chiuso i primi sei mesi del 2013 con un utile netto di 156 milioni di euro, in decisa crescita rispetto ai 29 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il margine di interesse è stato pari a 840,8 milioni ed evidenzia una flessione dell´8,1% su base annua, mentre il dato relativo al secondo trimestre si è attestato a 432,3 milioni, sopra il consensus che era fermo a 420 milioni. A livello di ratio patrimoniali, il Core Tier 1 è pari al 10,1%, in crescita rispetto al 10% di fine marzo. Nel resto del settore Ubi Banca ha guadagnato il 6,36% a 3,544 euro, Unicredit l´1,61% a 4,30 euro, Intesa SanPaolo l´1,04% a 1,46 euro, Mediobanca l´1,39% a 4,664 euro, Popolare di Milano lo 0,50% a 0,38 euro. La risalita delle quotazioni del petrolio si è fatta sentire sull´andamento di Eni che ha mostrato un progresso del 2,85% a 17,68 euro. Il colosso petrolifero ha snobbato le ultime voci provenienti dala Libia. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, le proteste nel Paese nordafricano avrebbero causato il blocco degli impianti del Cane a sei zampe. L´entità delle proteste non è nota e quindi non è possibile fare previsioni sulla durata dei blocchi. Equita, nel report odierno, ha ricordato che Eni in Libia produce circa 250 mila barili al giorno e 10 giorni di stop corrisponderebbero quindi a 2,5 milioni di barili, pari allo 0,4% della produzione annua. Nel comparto energetico sul listino milanese da segnalare anche le buone performance di Saipem (+2,35% a 16,58 euro) e Enel (+1,29% a 2,51 euro). I titoli della galassia Finmeccanica hanno invece viaggiato a due velocità: il colosso pubblico ha guadagnato il 2,73% a 3,916 euro, mentre la controllata Ansaldo STS ha perso l´1,97% a 6,715 euro. Il Corriere della Sera ha scritto oggi che il Fondo Strategico Italiano potrebbe rilevare Ansaldo Energia, di cui il colosso aerospaziale detiene il 55%, e il 29% di Ansaldo STS evitando così l´Opa sul titolo. L´acquisto del FSI sarebbe solo funzionale alla successiva vendita per esempio alla coreana Doosan. Secondo Equita, la cessione di Ansaldo Energia permetterebbe a Finmeccanica di ridurre il debito di circa 500 milioni di euro "allontanando il rischio di un aumento di capitale", mentre il 29% di STS permetterebbe invece un incasso di ulteriori 143 milioni. Ancora vendite su Mediaset che ha lasciato sul parterre l´1,62% a 3,04 euro.
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