Piazza Affari chiude in rialzo, bene le banche con in testa Bpm

Inviato da Redazione il Mer, 11/09/2013 - 17:36
La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo nonostante l´andamento incerto di Wall Street. Il listino milanese ha sfruttato il raffreddamento delle tensioni sul fronte politico, mentre a livello internazionale è ancora la Siria a tenere banco. Nella notte Barack Obama ha dichiarato che il piano di Mosca può scongiurare l´attacco militare, ma in gioco c´è la sicurezza Usa e gli Stati Uniti hanno quindi il dovere di agire. Questa mattina il Tesoro ha portato a termine la prima asta di settembre collocando Bot annuali per 8,5 miliardi di euro. Il rendimento è salito all´1,34% dall´1,053% fatto segnare nell´asta dello scorso mese. Secondo la Confindustria la recessione è finita e l´Italia è ad un punto di svolta. Per il 2013 l´associazione degli industriali prevede un Pil in calo dell´1,6% mentre per il 2014 è stimato in crescita dello 0,7%. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell´1,33% a 17.562 punti. Ben comprati i titoli del comparto bancario con in testa la Popolare di Milano (+7,19% a 0,424 euro) che è scattata dopo le parole del presidente Andrea Bonomi secondo cui la revisione della governance richiederà tutti i sessanta giorni fino a fine ottobre. A margine della riunione dell´esecutivo dell´Abi a Milano, Bonomi ha tenuto a precisare che la trasformazione della governance non è una cosa che si fa velocemente; le alternative sono molte ma il risultato, ha precisato il manager, sarà sempre lo stesso. Il tentativo, ha aggiunto, è quello di essere una banca normale e Bonomi spera di raggiungerlo. Positivi anche gli altri titoli: Montepaschi ha guadagnato il 3,50% a 0,207 euro, Unicredit il 3,59% a 4,732 euro, Banco Popolare il 3,39% a 1,128 euro, Ubi Banca il 3,17% a 3,776 euro, Intesa SanPaolo l´1,62% a 1,633 euro. Brillante Mediaset (+3,11% a 3,32 euro) in scia alla momentanea tregua tra Pd e Pdl sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore che allontana al momento la crisi di governo. Inoltre in un´intervista a Il Sole 24 Ore il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ha dichiarato che il mese di settembre è iniziato bene sul fronte pubblicitario. Bene i titoli della galassia Enel: la casa madre ha mostrato un progresso dell´1,63% a 2,742 euro, la controllata Green Power è avanzata del 2,17% a 1,649 euro. Fiat ha guadagnato l´1,63% a 6,225 euro dopo che Harald Wester, direttore operativo di Maserati e Alfa Romeo, in un´intervista a La Repubblica ha dichiarato che Mirafiori produrrà 25 mila Suv Maserati l´anno. "Il nuovo modello sarà realizzato sulla stessa piattaforma che oggi utilizziamo alla Maserati di Grugliasco per la Quattroporte e la Ghibli", ha spiegato Wester. STMicroelectronics è finita sul fondo del paniere principale con un ribasso dell´1,68% a 6,435 euro all´indomani della presentazione dei due nuovi modelli Apple (iPhone 5C e 5S). Il colosso di Cupertino ha inoltre presentato un nuovo chip che controlla accelerometri, bussola e giroscopio. Queste MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems), ovvero microsistemi elettromeccanici, nei precedenti modelli di iPhone erano state fornite da STM. "Se confermata sarebbe una notizia negativa per STM visto che queste MEMS hanno rappresentato circa 800 milioni di euro di fatturato nel 2012 (circa il 9,5% del fatturato del gruppo)", hanno commentato gli analisti di Equita. Eni ha perso lo 0,23% a 17,30 euro dopo aver annunciato che è partita la produzione del primo olio del giacimento giant di Kashagan. Un passo storico perchè si tratta di uno dei più grandi giacimenti petroliferi scoperti negli ultimi 40 anni e uno dei progetti industriali più complessi a livello mondiale.
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