Piazza Affari chiude in rialzo, ben comprate Fiat e Finmeccanica. Acquisti sulle banche

Inviato da Redazione il Ven, 08/03/2013 - 17:38
La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo sfruttando i dati sul mercato del lavoro Usa che hanno visto il tasso di disoccupazione portarsi ai minimi a oltre 4 anni. Lo scorso mese la disoccupazione è scesa al 7,7% dal 7,9% di gennaio. A febbraio inoltre il saldo delle buste paga nei settori non agricoli, le cosiddette "non farm payrolls", è risultato positivo per 236 mila unità. Il consensus Bloomberg era fermo a +165 mila dalle +119 mila di gennaio. In Germania la produzione industriale di gennaio ha mostrato una variazione nulla mentre le attese erano per un progresso dello 0,5%. Questa mattina la Borsa di Tokyo è tornata ai livelli precedenti il crack di Lehman Brothers. La marcia dell´indice Nikkei, che da inizio anno ha mostrato un progresso di circa 12 punti percentuali, è arrivata oggi a 12.284 punti. Un valore superiore ai 12.214 punti registrati alla chiusura del 12 settembre 2008, pochi giorni prima del crollo della banca d´affari statunitense. E così a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha guadagnato l´1,50% a 16.186 punti. Fiat ha svettato sul paniere principale con un balzo del 5,48% a 4,424 euro dopo aver raggiunto l´accordo con i sindacati Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri, in merito al rinnovo per un anno del contratto collettivo per i dipendenti degli stabilimenti italiani del gruppo auto torinese. Brillante anche Finmeccanica (+5,12% a 3,902 euro) all´indomani del via libera da parte del nuovo amministratore delegato del gruppo, Alessandro Pansa, delle nuove procedure che accentrano nella holding i controlli sulle attività delle controllate. Tra le novità spuntano i nuovi requisiti di onorabilità per i componenti degli organi sociali, amministratori e sindaci. Positive le banche: Mediobanca ha guadagnato il 3,68% a 4,672 euro, Unicredit il 2,97% a 3,958 euro, Banco Popolare il 2,69% a 1,182 euro, Intesa SanPaolo l´1,69% a 1,264 euro, Ubi Banca l´1,32% a 3,518 euro. Telecom Italia (+3,98% a 0,601 euro) ben comprata nonostante un 2012 chiuso con una perdita pari a 1,6 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai 4,8 miliardi registrati un anno prima, dovuta principalmente alle svalutazioni da avviamento per oltre 4 miliardi di euro. L´utile normalizzato è ammontato a 2,4 miliardi di euro dai 2,5 miliardi nel 2011. Debole Eni (-0,55% a 18,01 euro) dopo che il presidente Giuseppe Recchi ha parlato a proposito della lettera inviata dal fondo azionista Knight Vinke al Cane a sei zampe che chiedeva ad Eni uno scorporo di Saipem. La società di San Donato Milanese, ha dichiarato Recchi, al momento non sta valutando quest´ipotesi. Diasorin è scivolata sul fondo del Ftse Mib con un tonfo del 6,60% a 27,46 euro dopo aver archiviato il 2012 con un utile netto consolidato a 89,5 milioni di euro, in calo del 10,1% rispetto all´esercizio precedente. In flessione dell´1,8% i ricavi che si sono attestati a 432 milioni. Pesante Autogrill (-3,68% a 9,155 euro) all´indomani dei conti 2012 da cui è emerso un utile netto a 96,8 milioni di euro, in calo rispetto ai 126,3 milioni realizzati nel 2011. Inoltre un portavoce del gruppo ha annunciato ieri che la società non proporrà la distribuzione di un dividendo.
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