Piazza Affari chiude in rialzo, ben comprata Eni. Finmeccanica maglia nera

Inviato da Redazione il Mer, 24/04/2013 - 17:41
La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo nel giorno in cui Giorgio Napolitano, dopo il giro di consultazioni lampo, ha affidato l´incarico per la formazione del nuovo Governo a Enrico Letto che ha accettato con riserva. Nel frattempo si fanno sempre più concrete le possibilità di un taglio del costo del denaro da parte della Bce già nel meeting di maggio in agenda settimana prossima. Il debole indice Ifo tedesco (104,4 punti ad aprile contro un consensus di 106,2 punti) uscito oggi ha confermato infatti il deterioramento delle prospettive per la congiuntura tedesca e in generale dell´Eurozona. Oggi l´asta di Ctz e Btpei ha visto una robusta domanda con il rendimento del Ctz a due anni sceso ai minimi di sempre. Venerdì sarà invece il turno dell´asta di Bot a 6 mesi. Mentre lo spread è risalito sopra quota 270 punti base, a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,44% a 16.563 punti. Mediaset (+3,38% a 1,898 euro) ben comprata dopo che durante l´assemblea dei soci l´Ad Giuliano Andreani ha fatto sapere che la raccolta del Biscione dovrebbe migliorare nella seconda parte dell´anno, specialmente negli ultimi quattro mesi. Sempre Andreani ha dichiarato che Mediaset è molto vicina a firmare un accordo con Virgilio-Libero per la raccolta pubblicitaria su internet. Tra i migliori sul Ftse Mib da segnalare anche Prysmian che ha guadagnato il 3,40% a 15,20 euro. Molto bene Eni (+2,43% a 18,13 euro) nonostante Il Sole 24 Ore ha ipotizzato l´ennesimo ritardo della produzione nel maxi-giacimento Kashagan in Kazakistan. Se le operazioni non dovessero partire il primo ottobre, ha scritto il quotidiano di Confindustria, i soci del consorzio North Caspian Operating Company (Ncoc), di cui fa parte anche Eni, dovranno sobbarcarsi interamente il costo dei ritardi, oltre a dover subire la crescente irritazione del governo kazako, che malvolentieri potrebbe concedere una proroga del contratto di sfruttamento. Tra le banche da segnalare la performance negativa della Popolare di Milano (-4,01% a 0,527 euro). Dopo l´addio del presidente del Filippo Annunziata hanno rassegnato le dimissioni altri consiglieri allargando così la crisi che sta colpendo l´organo di controllo della banca di Piazza Meda. Le dimissioni, ha spiegato Bpm in una nota, sono state motivate dagli interessati con riguardo al forte disagio per il clima che si è venuto a creare nel Consiglio di Sorveglianza in relazione al comportamento di alcuni consiglieri ritenuto non coerente con il ruolo dell´organo di controllo e l´interesse della Banca. Nel settore sono finite in rosso anche Mediobanca (-2,80% a 4,738 euro), Ubi Banca (-0,70% a 3,14 euro), Banco Popolare (-0,71% a 1,118 euro) e Intesa SanPaolo (-0,07% a 1,358 euro). In positivo invece Unicredit (+0,20% a 3,926 euro). Finmeccanica (-5,52% a 3,968 euro) maglia nera del paniere principale dopo i conti del 2012 che hanno mostrato una perdita 786 milioni di euro. Male anche Snam (-2,95% a 3,746 euro) che ha chiuso il primo trimestre del 2013 con un utile netto di 242 milioni di euro, in calo di 32 milioni (-11,7%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono invece rimasti stabili a 896 milioni di euro, mentre il margine operativo lordo (Ebitda) è aumentato dell´1,3% a 717 milioni di euro. Campari (-1,32% a 6 euro) è finita sotto la lente di Equita che prevede un trimestre piuttosto debole per il gruppo milanese del celebre aperitivo. La società del beverage aveva già anticipato un primo trimestre in calo, ma "alcuni elementi dovrebbero trainare un miglioramento nei trimestri successivi", hanno spiegato gli analisti della sim milanese secondo cui il periodo gennaio-marzo "rappresenta un trimestre di transizione che non aiuta la visibilità sull´intero esercizio".
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