Piazza Affari chiude positiva nonostante il crollo di Saipem (-29%). Bene Enel, Telecom e Finmeccanica

Inviato da Redazione il Lun, 17/06/2013 - 17:40
La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo nonostante il tracollo di Saipem. Tra gli investitori cresce l´attesa per la riunione della Federal Reserve, in programma mercoledì, per capire meglio l´orientamento della Banca centrale Usa sul futuro del quantitative easing. Secondo Exane, la Fed aspetterà almeno dicembre prima di modificare il ritmo degli acquisti. I mercati resteranno quindi molto sensibili ad ogni rumors su un´eventuale cambiamento della politica monetaria dell´istituto guidato da Bernanke. Il listino milanese ha toccato i massimi intraday dopo l´avvio tonico di Wall Street, che sul fronte macro ha sfruttato l´indice oltre le attese che misura l´attività manifatturiera dello Stato di New York. Questa mattina a Tokyo il Nikkei ha guadagnato il 2,7% ritornando sopra quota 13.000 punti grazie all´indebolimento dello yen nei confronti del dollaro. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,26% a 16.194 punti. Saipem è crollata per la seconda volta in cinque mesi. Il primo shock è avvenuto lo scorso 29 gennaio dopo il profit warning ed era costato una perdita del 34% in Borsa in una sola seduta, ovvero 4,5 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati. Oggi il titolo della controllata di Eni ha segnato un tonfo del 29,19% a 14,24 euro, ormai lontanissimo dai 40 euro dell´agosto 2012. Il motivo del capitombolo è sempre lo stesso: un altro allarme sugli utili. Venerdì a mercati chiusi la società ha fatto sapere che quest´anno si chiuderà con una perdita tra 300 e 350 milioni di euro, mentre a metà aprile i vertici del gruppo avevano ribadito di aspettarsi un utile netto pari a 450 milioni di euro. Saipem ha inoltre annunciato la riduzione delle previsioni sull´Ebit 2013 di un importo tra 650 e 750 milioni di euro, di cui circa la metà è dovuta alle attività in Algeria. Numerosi i downgrade delle case d´affari, che hanno sollevato i dubbi sulla capacità di ripresa della società nel 2014. A Piazza Affari le vendite hanno colpito anche la casa madre Eni che ha perso il 2,14% a 16,48 euro. Ben comprata Finmeccanica che ha guadagnato il 2,44% a 3,944 euro dopo aver annunciato nel corso del Salone aerospaziale di Parigi-Le Bourget nuovo ordini per un valore complessivo di circa 240 milioni di euro. I nuovi contratti sono stati vinti dalle controllate AgustaWestland e Selex ES. Performance brillanti anche per Enel, che ha mostrato un progresso del 2,77% a 2,746 euro, e per Telecom Italia, che è avanzata del 2,69% a 0,554 euro. A galvanizzare l´intero settore europeo delle tlc le indiscrezioni riportate da Il Mundo secondo cui la statunitense At&t avrebbe offerto 70 miliardi di euro per il 100% di Telefonica con un premio del 30% rispetto agli attuali corsi azionari, ma il bid sarebbe stata bloccata dal governo iberico che ritiene Telefonica strategica per l´economia del Paese. Pronta la risposta di Telefonica che in una nota ha precisato che non ha ricevuto alcun approccio, nè alcuna indicazione di interesse, nè verbale nè in forma scritta, da qualsiasi parte. Positivo il comparto bancario: Mediobanca ha guadagnato il 2,12% a 5 euro, Ubi Banca il 2,30% a 3,022 euro, Monte dei Paschi l´1,01% a 0,21 euro, Unicredit l´1,17% a 3,972 euro, Intesa SanPaolo lo 0,97% a 1,349 euro. Il Banco Popolare ha guadagnato il 2,45% a 1 euro nonostante il downgrade di Mediobanca che ha ridotto il giudizio sull´istituto scaligero a underperform da neutral. "La combinazione di un basso Core Tier 1, la mancanza di opzioni per rinforzarlo, i rischi potenziali di un deterioramento del portafoglio crediti e i multipli generosi dopo un´ipotetica ricapitalizzazione ci spingono ad abbassare il giudizio sul Banco Popolare", hanno spiegato da Mediobanca. Tra i finanziari bene anche Generali (+1,88% a 14,06 euro) in scia ai rumors apparsi su Il Sole secondo cui la portoghese Banco Espirito Santo avrebbe lanciato un´offerta per l´acquisto della controllata BSI.
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