Piazza Affari chiude poco mossa in attesa della Fed, ancora vendite sulla galassia Eni

Inviato da Redazione il Mar, 18/06/2013 - 17:39
La Borsa di Milano ha chiuso poco mossa in un clima di attesa per la riunione di domani della Federal Reserve e della successiva conferenza di Ben Bernanke. Secondo gli analisti il governatore della Banca centrale americana non dovrebbe annunciare un´imminente exit strategy dalla politica monetaria ultraespansiva. Questa mattina a Gerusalemme Mario Draghi ha dichiarato che la Bce è aperta all´utilizzo di ulteriori strumenti non convenzionali di politica monetaria qualora fosse necessario il loro utilizzo. Sul fronte macro in Germania l´indice Zew sulle aspettative economiche si è attestato a giugno a 38,5 punti dai 36,4 punti del mese precedente. Le attese del mercato erano per un progresso a quota 38,1 punti. Negli Stati Uniti l´inflazione ha registrato a maggio una crescita su base annua dell´1,4% rispetto al +1,1% della precedente rilevazione. Il dato è in linea con le attese degli esperti. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,02% a 16.197 punti. Positivo il comparto bancario: Unicredit ha guadagnato l´1,36% a 4,026 euro, Mediobanca l´1,70% a 5,085 euro, Ubi Banca l´1,13% a 3,056 euro, Banco Popolare lo 0,20% a 1 euro, Intesa SanPaolo lo 0,07% a 1,35 euro. Il Monte dei Paschi ha guadagnato lo 0,57% a 0,211 euro dopo che il Tesoro ha inviato il piano di ristrutturazione della banca alla Commissione Europea. Un passaggio fondamentale per giustificare il prestito pubblico, ricevuto dalla banca senese sotto forma di Monti Bond per 4 miliardi di euro. La risposta di Bruxelles dovrebbe arrivare entro fine agosto ma all´interno del piano dovrebbe esserci l´eliminazione del tetto del 4% per il possesso azionario ai soci diversi dalla Fondazione Mps. In controtendenza la Popolare di Milano che ha ceduto il 2,06% a 0,39 euro. Ancora vendite sulla galassia Eni: il colosso petrolifero ha ceduto l´1,34% a 16,26 euro, mentre Saipem ha perso il 2,46% a 13,89 euro dopo aver registrato ieri un tondo del 29% in scia al secondo profit warning in soli cinque mesi. Credit Suisse ha confermato la sua visione positiva su Eni ribadendo il giudizio outperform, ma ha tagliato le stime sull´utile per azione 2013 e 2014 rispettivamente del 4% e del 3%, a seguito del profit warning lanciato dalla controllata Saipem. "Al momento ci aspettiamo una crescita inferiore all´1% della produzione per quest´anno, al di sotto della guidance del gruppo petrolifero che prevedeva un aumento di circa il 2%. Tuttavia nutriamo ancora qualche speranza che Eni possa generare una crescita superiore alla media nel 2015-2015 (circa il 5-6%) grazie ai grandi progetti petroliferi accrescitivi di margini cash", ha spiegato il broker. Telecom Italia (-1,08% a 0,548 euro) ha tirato il freno dopo la buona performance di ieri. Giovanni Pitruzzella, presidente dell´Antitrust, ha dichiarato oggi che la decisione di Telecom in merito allo scorporo della rete è una novità di grande interesse soprattutto per il valore che può avere in Europa. Fiat piatta a 5,65 euro dopo la diffusione delle vendite in Europa. A maggio la casa automobilistica torinese ha sottoperformato il mercato del Vecchio Continente segnando un calo dell´11% delle immatricolazioni a 73.758 vetture rispetto alle 82.887 dello steso periodo dell´anno scorso. La quota di mercato si è attestata al 6,8%, in flessione rispetto al 7,2% di dodici mesi fa ma in salita dal 6,3% messo a segno ad aprile.
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