Piazza Affari chiude negativa: brilla FonSai, male tutti i bancari

Inviato da Redazione il Lun, 10/06/2013 - 17:43
Chiusura di inizio settimana in rosso per la Borsa di Milano, in scia agli sconfortanti dati sul Pil e produzione industriale nazionale. In particolare, la seconda lettura del prodotto interno lordo italiano al primo trimestre ha evidenziato una flessione dello 0,6% su base trimestrale, peggio rispetto al -0,5% della stima preliminare, certificando così il settimo trimestre consecutivo di recessione per il Paese. A nulla è servita la revisione al rialzo dell'outlook sugli Stati Uniti da parte di Standard & Poor's: l'agenzia di rating ha portato la previsione sul merito di credito del Paese a stelle e strisce da negativo a stabile, confermando il giudizio AA+, grazie ai rischi fiscali più contenuti. Dal fronte del mercato secondario, è tornato a salire lo spread Btp-Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si è portato sui 270 punti base, con il rendimento del Btp decennale intorno al 4,28%. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,81% a 16.556,34 euro mentre il Ftse All Share si è attestato a 17.573,86 punti in calo dello 0,69%. Fondiaria-Sai, protagonista indiscussa della giornata, ha svettato sul listino meneghino con un progresso del 3,24% a 1,528 euro. A far da volano alle azioni, alcune indiscrezioni apparse nel weekend su Il Sole 24 Ore, secondo cui il colosso Usa Berkshire Hathaway di Warren Buffett avrebbe mostrato interesse per Milano Assicurazioni messa in vendita da Unipol-Sai. Decisamente male Telecom Italia, in flessione del 4,48% a 0,5545 euro. Il consigliere di amministrazione, Elio Catania, ha annunciato che il prossimo Cda, in occasione del quale potrebbe essere trattata l'eventuale integrazione con 3 Italia, è stato fissato per il prossimo 5 luglio. Da parte sua Franco Bassanini, presidente di Cda, ha dichiarato che quest'ultima entrerà nel capitale della newco che nascerà dallo scorporo della rete di Telecom Italia solo se ci saranno le garanzie che la società non sarà gestita per spremere la massima redditività a breve per gli azionisti ma per fare gli investimenti necessari allo sviluppo della rete e accettando ritorni a lungo termine. In profondo rosso tutto il comparto bancario, vittima di alcune sospensioni al ribasso: giù del 4,67% a 0,2266 euro Monte dei Paschi di Siena, del 4,17 a 0,3953 euro la Popolare di Milano, del 4,39% a 5,765 euro Bper, del 3,41% a 3,172 euro Ubi Banca, del 2,92% a 1,361 euro Intesa Sanpaolo, dell'1,87% a 3,994 euro Unicredit e dell'1,57% a 4,956 euro Mediobanca. Banco Popolare si salva parzialmente dalle vendite e chiude la seduta in flessione dello 0,28% a 1,054 euro. Pessima invece la performance per Fiat, giù del 4,67% a 5,815 euro, in scia all'incertezza che avvolge il gruppo in merito alle tempistiche dell'acquisto della rimanente quota di Chrysler.
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