Piazza Affari chiude in moderato ribasso, vendite su Fiat. Bene Mediobanca dopo i conti

Inviato da Redazione il Lun, 28/10/2013 - 17:39
Piazza Affari ha chiuso in moderato ribasso con il Ftse Mib che ha ceduto lo 0,24% a 18.829 punti nella prima seduta della settimana. Gli investitori sono già proiettati a mercoledì quando si riunirà la Federal Reserve che dovrebbe confermare il piano di acquisto titoli da 85 miliardi di dollari al mese. Sempre negli Stati Uniti a settembre la produzione industriale è cresciuta dello 0,6% toccando i massimi degli ultimi sette mesi. Il discorso del Governo si è spostato sul capitolo delle privatizzazioni, dalle quali si punta a raccogliere 20 miliardi di euro in tre anni. Risorse che saranno utilizzate per ridurre il debito pubblico che ad agosto si è attestato a 2.060 miliardi di euro. Nei prossimi giorni saranno da monitorare le aste del Tesoro, domani i Bot a 6 mesi e mercoledì i Btp a 5 e 10 anni, e l´entrata nel vivo della stagione delle trimestrali con big come Fiat e Eni chiamati alla prova dei conti. Giornata storta per Fiat che ha perso il 3,20% a 5,745 euro in scia alla bocciatura di JP Morgan sul settore automobilistico europeo. Il giudizio della banca americana è passato a neutral dal precedente overweight. Nell´equity strategy sull´azionario europeo diffusa oggi da JP Morgan si rimarca come il settore auto sia quello che in Europa ha corso di più da inizio anno (saldo positivo del 31%) mostrando la più elevata correlazione positiva con i rendimenti dei bond. Tra le banche le vendite hanno colpito Popolare di Milano (-2,30% a 0,473 euro), Banco Popolare (-1,84% a 1,391 euro), Intesa SanPaolo (-2,33% a 1,759 euro), Unicredit (-2,08% a 5,19 euro) e Popolare dell´Emilia Romagna (-0,64% a 6,94 euro). Sempre nel comparto finanziario seduta negativa anche per Fondiaria-Sai, che ha ceduto l´1,21% a 1,807 euro, e Mediolanum, che ha perso il 2,04% a 6,225 euro. In decisa controtendenza Mediobanca che ha guadagnato il 3,32% a 6,54 euro dopo aver chiuso il primo trimestre dell´esercizio fiscale 2013-2014 con un utile netto in crescita a 171,2 milioni di euro rispetto ai 109 milioni di euro riportati nello stesso periodo dell´anno scorso. La partecipazione in Telco è stata ridotta dall´11,62% al 7,34% con la contestuale cessione a Telefonica di una quota del prestito soci (in carico per 35 milioni) concambiato con azioni Telefonica per un controvalore di 94,9 milioni. Dal punto di vista patrimoniale, il Core Tier 1 di piazzetta Cuccia (che non contabilizza l´utile di periodo) è pari all´11,5% dall´11,7% di giugno. Acquisti anche sul Montepaschi che ha mostrato un progresso del 2,07% a 0,216 euro. Tra i migliori di seduta anche Luxottica che ha mostrato un progresso del 3,63% a 38,24 euro. Telecom Italia (+0,89% a 0,677 euro) ancora sotto i riflettori in attesa del Cda del 7 novembre che dovrà varare il nuovo piano industriale. Nei giorni scorsi la stampa nazionale ha anticipato alcune delle mosse che il board di Telecom potrebbe prendere in considerazione: un aumento di capitale di circa 2 miliardi di euro, lo stop del dividendo per le azioni ordinarie, la cessione della quota in Telecom Argentina, ulteriori azioni per contenere i costi. "La visibilità è scarsa sulla strategia di Telecom Italia", hanno spiegato gli analisti di Ubs che hanno confermato il giudizio di vendere (sell) su Telecom Italia con target price a 0,34 euro.
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