Piazza Affari chiude in moderato ribasso, male Telecom Italia dopo i conti

Inviato da Redazione il Ven, 02/08/2013 - 17:41
La Borsa di Milano ha tirato il freno dopo la brillante performance di ieri, che era stata favorita dalla presa di posizione delle Banche centrali. Prima la Fed ha confermato il piano di acquisto titoli da 85 miliardi di dollari al mese, poi la Bce ha confermato che i tassi rimarranno sui minimi storici per lungo tempo. Negli Stati Uniti ha perso leggermente vigore il ritmo di creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti che però hanno visto la disoccupazione portarsi ai minimi da fine 2008 al 7,4%. Le non farm payrolls si sono attestate per 162 mila unità contro il consensus Bloomberg che indicava 185 mila unità. Il listino milanese non ha subito scossoni dalla sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a Silvio Berlusconi, rinviando alla Corte di Appello la pena accessoria all´interdizione dai pubblici uffici. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,24% a 16.779 punti. Giornata storta per Telecom Italia (-4,23% a 0,49 euro) dopo una semestrale nera. Il gruppo delle tlc ha chiuso i primi sei mesi dell´anno con una perdita pari a 1,4 miliardi di euro, con una flessione di 2,6 miliardi rispetto al primo semestre 2012. Escludendo l´impatto negativo della svalutazione dell´avviamento, l´utile del periodo sarebbe stato positivo per circa 800 milioni di euro. Telecom ha inoltre rivisto al ribasso la stima sull´Ebitda 2013 ora visto con una flessione che passa da "mid-single-digit" a "high-single dicit decline". Il presidente Bernabè ha comunque escluso il ricorso ad aumento di capitale e la venduta delle attività in Brasile. Tra le banche Intesa SanPaolo ha perso l´1,99% a 1,43 euro dopo aver chiuso il secondo trimestre con un utile netto in calo a 116 milioni di euro rispetto ai 306 milioni del primo trimestre 2013 e ai 470 milioni del secondo trimestre dell´anno scorso. Restando nel comparto bancario Ubi Banca ha ceduto il 3,28% a 3,182 euro, Popolare di Milano l´1,97% a 0,373 euro, Banco Popolare l´1,96% a 0,977 euro, Unicredit lo 0,71% a 4,202 euro. In decisa controtendenza Mediobanca che ha mostrato un progresso del 3,25% a 4,834 euro. Le vendite hanno colpito Fiat (-2,61% a 5,97 euro) che a luglio ha immatricolato 31.400 vetture, il 5,5% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Mediaset ha lasciato sul parterre l´1,96% a 3,302 euro all´indomani dei conti semestrali e della condanna in Cassazione di Silvio Berlusconi. La pubblicazione dei conti semestrali ha premiato Prysmian e Atlantia, che hanno guadagnato rispettivamente il 3,36% a 16,90 euro e il 3,28% a 14,81 euro. Seduta positiva per Enel (+2,11% a 2,618 euro) all´indomani dei conti che nel primo semestre hanno evidenziato un Ebitda (8,3 miliardi di euro) e profitti (1,65 miliardi) sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2012. Superate le attese degli analisti di Equita anche erano ferme ad un Ebitda di 8,1 miliardi e a utili per 1,5 miliardi. Il colosso dell´energia ha inoltre confermato la guidance sull´intero 2013: 16 miliardi di euro di margini, 3 miliardi di utili e debito in discesa a 42 miliardi di euro. Secondo Equita, Enel "sconta ormai gran parte dello scenario negativo di mercato e della revisione regolatoria in Spagna" aggiungendo che la società "possa completare la ristrutturazione del debito attraverso le cessioni nei prossimi mesi". E così il broker ha alzato il giudizio sul titolo Enel a buy dal precedente hold.
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