Piazza Affari chiude in moderato rialzo, Mediaset sui massimi da maggio 2011. Debole il lusso

Inviato da Redazione il Mar, 14/01/2014 - 17:38
Piazza Affari ha chiuso in moderato rialzo recuperando nell´ultima parte di seduta in scia all´andamento positivo di Wall Street. Il listino milanese non ha risentito più di tanto del tonfo del Nikkei, che questa mattina ha perso il 3% portandosi ai minimi da un mese. A favorire il calo dell´indice giapponese è stato soprattutto il rafforzamento dello yen sui mercati valutari. Questa mattina sono arrivati spunti importanti per il quadro economico italiano a iniziare dall´inflazione, con il tasso medio annuo del 2013 che si è attestato all´1,2%, in ribasso dal 3% del 2012 e segnando il livello medio annuo più basso dal 2009. Da segnalare anche il nuovo picco storico del debito pubblico, che a novembre è salito a 2.104 miliardi di euro dai 2.085 miliardi di ottobre. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,17% a 19.730 punti. Il settore del lusso è rimasto sotto pressione. A pesare anche un report pubblicato questa mattina dagli analisti di Nomura, nel quale hanno contenuto le attese per il quarto trimestre 2013 sul comparto del lusso europeo, su cui gli esperti non vedono segnali di miglioramento neanche per i primi tre mesi del 2014. Il broker ha comunque alzato il giudizio su Luxottica (-1,05% a 37,82 euro) a neutral dal precedente reduce. Nonostante i suoi multipli a premio, Nomura scorge il proseguimento di una relativa sottoperformance del titolo del gruppo di Leonardo Del Vecchio. Mossa degli analisti anche su Salvatore Ferragamo (-2,70% a 24,15 euro) che hanno ridotto il target price a 26,5 euro da 28,5 euro con rating neutral e su Tod´s (-0,54% a 109,50 euro), con prezzo obiettivo sceso a 116 euro da 117 euro con giudizio neutral. Contrastato il comparto bancario con il Montepaschi cha ha mostrato un progresso del 2,65% a 0,186 euro con i vertici che dovrebbero restare alla guida della banca senese. In territorio positivo hanno archiviato la seduta anche Intesa SanPaolo (+0,93% a 1,95 euro), Mediobanca (+1,01% a 6,97 euro) e Ubi Banca (+0,72% a 5,57 euro). Le vendite hanno invece prevalso su Popolare di Milano (-0,59% a 0,508 euro) e Unicredit (-0,33% a 5,985 euro). Da segnalare la costante corsa di Mediaset che ha mostrato un progresso del 3,87% a 4,026 euro. Il titolo del Biscione ha così oltrepassato quota 4 euro, soglia che non veniva violata dal 20 maggio del 2011. Da inizio anno l´azione del gruppo di Cologno Monzese ha mostrato un balzo di circa 17 punti percentuali dopo lo strabiliante +110% circa messo a segno nell´intero 2013. Fiat (+0,29% a 6,81 euro) ancora sotto i riflettori con Sergio Marchionne che è tornato a parlare al Salone dell´Auto di Detroit, dove ieri aveva fatto sapere che la quotazione in Borsa della nuova entità Fiat-Chrysler è tecnicamente possibile entro l´anno. Oggi Marchionne, come riportato dall´agenzia Bloomberg, ha dichiarato che Fiat-Chrysler deve diventare più grande per competere al meglio. L´Ad del Lingotto ha poi affermato che parte del debito di Chrysler non può essere rinegoziato prima del 2016. Debole Telecom Italia (-0,99% a 0,798 euro) dopo che l´azionista Marco Fossati ha inviato una lettera al Cda indicando una valutazione di Tim Brasil di 30 miliardi come soglia per accettare eventuali offerte. "La valutazione, pari a circa 16 volte l´Ebitda, è ovviamente molto elevata", hanno commentato gli analisti di Equita nella nota odierna in cui hanno confermato il giudizio hold con target price a 0,75 euro sul gruppo delle telecomunicazioni.
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