Piazza Affari chiude in deciso ribasso, Ftse Mib cede oltre l´1,5%

Inviato da Redazione il Mar, 19/11/2013 - 17:37
Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso dopo la brillante performance di ieri con l´indice Ftse Mib che ha perso l´1,77% a 18.766 punti. L´indice ha pagato la debolezza delle banche ma anche le vendite che hanno colpito Finmeccanica e i big dell´energia. Il mercato ha snobbato l´indice Zew tedesco che a novembre si è attestato a 54,6 punti, in salita rispetto il mese precedente e superiore alle attese che indicavano 54 punti. Secondo l´Economic Outlook dell´Ocse la ripresa in Italia arriverà nel 2014, con il Pil visto in crescita dello 0,6%, ma la fiacchezza della congiuntura resterà grande. L´Ocse ha inoltre sottolineato il miglioramento del deficit, mentre il debito è ancora vista in salita. Sul fronte banche centrali Joerg Asmusse, membro del board della Bce, ha dichiarato che la Bce dispone ancora di strumenti per combattere la deflazione. Uno di questi potrebbe essere rappresentato dai tassi negativi sui depositi. Deboli i titoli del comparto bancario, a cominciare dalla Popolare di Milano (-2,80% a 0,437 euro) che ha pagato la bocciatura a junk giunta ieri in serata da Fitch. L´agenzia di rating statunitense ha ridotto la valutazione su Bpm da "BBB-" a "BB+" (non investment grade). L´outlook è negativo alla luce del rating sovrano. Il downgrade, hanno spiegato da Fitch, è da ricondurre al fatto "che l´incertezza sulle strategie future dell´istituto di credito e la sua capacità di rafforzare la capitalizzazione sono aumentate dopo il ritardo nel raggiungimento di un accordo su come rafforzare la governance". Le vendite hanno colpito anche gli altri titoli del settore: Ubi Banca ha ceduto il 2,42% a 4,918 euro, Mediobanca il 2,06% a 6,18 euro, Intesa SanPaolo l´1,48% a 1,725 euro, Unicredit l´1,89% a 5,18 euro. Tra i peggiori di seduta anche Saipem, che ha perso il 4,06% a 17,70 euro, e Telecom Italia, che è arretrata del 2,27% a 0,667 euro. Vendite sostenute anche sui colossi pubblici dell´energia: Enel ha lasciato sul parterre il 2,43% a 3,29 euro, Eni ha ceduto il 2,07% a 18,02 euro. Generali (-0,90% a 16,69 euro) non ha sfruttato la mossa degli analisti di Deutsche Bank che hanno deciso di riavviare la copertura sulla compagnia assicurativa con rating buy e il prezzo obiettivo fissato a 18,6 euro. La maglia rosa sul Ftse Mib è stata indossata da Diasorin che ha mostrato un progresso dell´1,76% a 35,21 euro. Dopo il rafforzamento nel Golfo e le indiscrezioni che avevano spinto il titolo ieri a Piazza Affari, per Finmeccanica sono rispuntati i problemi in India. Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa, che citano fonti indiane, il Governo di New Delhi avrebbe deciso di cancellare il contratto di fornitura di 12 elicotteri AW101 di AgustaWestland, controllata di Finmeccanica, dal valore di 560 milioni di euro. Per domani, ricordano le indiscrezioni, è previsto un incontro tra i vertici dell´azienda e il ministero della Difesa indiano per la discussione del contratto. Dopo la notizia il titolo ha reagito male a Piazza Affari e ha chiuso con un ribasso del 2,45% a 5,365 euro.
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