Piazza Affari chiude in deciso rialzo, bene banche e energia. Galassia Finmeccanica sotto i riflettori

Inviato da Redazione il Ven, 14/02/2014 - 17:39
Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo con l´indice Ftse Mib che ha aggiornato i massimi da inizio luglio 2011. La giornata è stata caratterizzata dalle notizie arrivate dal fronte politico. Enrico Letta ha rassegnato le sue dimissioni da presidente del Consiglio. Le consultazioni per la formazione del possibile nuovo governo Renzi sono già iniziate oggi pomeriggio. Dopo oltre due anni nel quarto trimestre del 2013 il Pil italiano è tornato a crescere con un +0,1%, mentre nell´intero 2013 la flessione del Pil è stata pari all´1,9%. Ora attenzione al giudizio di Moody´s che questa sera renderà noto il suo aggiornamento sul rating dell´Italia. Questa mattina la Banca d´Italia ha evidenziato che il debito pubblico tricolore a dicembre si è attestato a 2.067,49 miliardi di euro, in calo dal record di 2.104,04 miliardi messo a segno in novembre. Alla fine del 2012 il debito tricolore era pari a 1.989,46 miliardi di euro. Con l´attesa per la formazione del nuovo governo a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell´1,62% a 20.436 punti. Gli acquisti hanno premiato i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 4,02% a 1,476 euro, Popolare di Milano il 2,03% a 0,492 euro, Intesa SanPaolo l´1,31% a 2,16 euro, Ubi Banca il 2,67% a 6,16 euro, Unicredit il 2,38% a 6,02 euro, Mediobanca l´1,62% a 7,235 euro. Sotto i riflettori la galassia Finmeccanica in scia ad un articolo de La Repubblica secondo cui il polo dei trasporti del colosso pubblico (Ansaldo STS e Ansaldo Breda) passerà a breve sotto il cappello della Cassa Depositi e Prestiti. Per Ansaldo STS l´alleanza con un partner industriale di peso dovrebbe quindi attendere ancora un po´. Per questo motivo a Piazza Affari il titolo del gruppo genovese ha mostrato una flessione del 4,09% a 7,97 euro con gli analisti di Equita che ritengono che lo scenario speculativo (Opa sull´intero capitale) abbia minori probabilità di manifestarsi. Di tutt´altra intonazione la giornata a Piazza Affari di Finmeccanica che mostrato un rialzo del 4,99% a 7,255 euro. Ben comprati i due colossi pubblici dell´energia. Eni ha guadagnato l´1,65% a 17,26 euro all´indomani dei conti e della presentazione del nuovo piano strategico. "La differenza tra Eni e tutte le altre compagnie petrolifere del mondo è che abbiamo molto successo nell´esplorazione. Negli ultimi cinque anni abbiamo scoperto petrolio pari a 2,5 volte quello che abbiamo prodotto". Così l´Ad di Eni, Paolo Scaroni, in un´intervista concessa a Bloomberg TV ricorda come "prima di tutto dovremo sviluppare le risorse che abbiamo scoperto in Congo e Mozambico. In secondo luogo stiamo progettando di vendere alcune di queste risorse in modo da monetizzare oggi quello che sarà flusso di cassa per il futuro". Acquisti anche su Enel che ha mostrato un progresso del 2,32% a 3,704 euro. Fari accesi su Telecom Italia (-0,93% a 0,848 euro) con Tim Brasil che ha chiuso il 2013 cin ricavi in crescita del 6,2% a circa 6 miliardi di euro e un utile netto in salita del 4% a 1,5 miliardi. "Alla fine del 2013 c'erano molte notizie e speculazioni sul futuro di Tim e di un eventuale movimento di consolidamento nel mercato brasiliano. Siamo consapevoli della grande importanza dell'operatore brasiliano per il gruppo Telecom Italia e altre parti interessate - ha dichiarato l´amministratore delegato di Tim Brasil, Rodrigo Abreu - Sono personalmente impegnato a garantire che le voci non impattino sulla nostra operatività e sul focus del nostro lavoro quotidiano".
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