Piazza Affari chiude in deciso rialzo, acquisti sulle banche. Riflettori su elezioni Quirinale

Inviato da Redazione il Ven, 19/04/2013 - 17:40
La Borsa di Milano ha chiuso in deciso rialzo mentre tutti i riflettori sono puntati verso l´elezione del presidente della Repubblica. Tra poco verrà svelato l´esito della quarta votazione dove il quorum è sceso a 504 voti. Il centrosinistra, dopo il flop di ieri di Franco Marini, ha deciso di sostenere il nome di Romano Prodi, mentre il Movimento 5 Stelle dovrebbe continuare a votare Stefano Rodotà. Scelta Civica di Mario Monti ha proposto Anna Maria Cancellieri, mentre Pdl e Lega Nord hanno deciso di non partecipare al quarto scrutinio. Sul mercato secondario lo spread ha trascorso una seduta senza scossoni appena sotto quota 300 punti base. Nel tardo pomeriggio il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha dichiarato che gli effetti derivanti dal taglio del costo del denaro non devono essere sovrastimati perchè il meccanismo di trasmissione della politica monetaria è rotto. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha guadagnato l´1,91% a 15.776 punti. Gli acquisti hanno premiato il comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 7,01% a 1,053 euro, Mediobanca il 5,14% a 4,584 euro, Popolare di Milano il 4,70% a 0,523 euro, Unicredit il 3,60% a 3,628 euro, Ubi Banca il 3,30% a 2,946 euro, Intesa SanPaolo il 2,86% a 1,294 euro. Ben comprati anche gli altri titoli del settore finanziario: Mediolanum ha mostrato un progresso del 5,19% a 4,502 euro, Generali è avanzata del 3,05% a 12,82 euro. Fiat Industrial (+4,01% a 8,68 euro) in scia alla promozione di Morgan Stanley. Gli analisti della banca d´affari statunitense hanno alzato il giudizio sul gruppo torinese a overweight dal precedente equalweight, portando il target price a 10,5 euro da 8,5 euro. "Crediamo che la fusione con CNH e la quotazione sul Nyse nel terzo trimestre potrebbe finalmente attirare l´attenzione degli investitori verso Fiat Industrial", ha scritto Morgan Stanley secondo cui la società vanta una crescita robusta nel business dell´agricoltura e una sorprendente tenuta nei margini di Iveco. Eni ha strappato un più 0,23% a 17,39 euro con il Wall Street Journal che ha ipotizzato ulteriori ritardi per il giacimento Kashagan rispetto a giugno, anche se quella è la data confermata di recente dall´amministratore delegato del colosso pubblico, Paolo Scaroni. Il quotidiano statunitense ha citato un esponente del consorzio NCOC, secondo cui i flussi rilevanti arriveranno solo nel 2014 "anche se questo è in linea con le aspettative", ha spiegato Equita. Telecom Italia (-0,17% a 0,588 euro) debole con Equita che ha abbassato il prezzo obiettivo sul titolo dell´ex monopolista del 15% a 0,67 euro. "Il mercato italiano è caratterizzato dalla debolezza dei consumi, azione dell´autorità e da una forte pressione competitiva soprattutto nel mobile dove 3Italia e Wind hanno introdotto tariffe molto aggressive", hanno spiegato gli analisti della sim milanese. Il broker prevede quindi che nel primo trimestre del 2013 Telecom Italia registrerà un ulteriore peggioramento con fatturato ed Ebitda domestici in calo del 10% e un aumento del debito di circa 500 milioni di euro. Prysmian ha ceduto lo 0,89% a 14,40 euro nonostante Goldman Sachs abbia confermato il suo giudizio "conviction buy" sul titolo e il target price a 24 euro, ben al di sopra degli attuali valori di Borsa. "Ribadiamo la visione positiva dopo la recente debolezza del titolo in scia alla prudente guidance per il 2013 - hanno scritto gli analisti della banca Usa -. Mentre vediamo un primo trimestre in linea con il settore continuiamo a prevedere un significativo miglioramento nella seconda parte dell´anno legato alle sinergie con Draka". Secondo Goldman Sachs i catalyst principali per il titolo saranno i conti del secondo e terzo trimestre dove "crediamo che Prysmian potrà aumentare i target".
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