Piazza Affari chiude ancora in ribasso, vendite sulle banche. Tra i peggiori Enel e Pirelli

Inviato da Redazione il Mar, 23/09/2014 - 17:39
Piazza Affari ha chiuso ancora in ribasso appesantita dai deboli dati sulla manifattura dell´Eurozona e dai nuovi venti di guerra che soffiano in Medio Oriente. A settembre il Pmi manifatturiero dell´area euro è diminuito a 50,5 dai precedenti 50,7 punti, mentre quello della Germania è sceso a 50,3 da 51,4 punti. "L´indagine mostra un continuo malessere nell´economia dell´Eurozona - ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit -, con un rallentamento sia della produzione sia della domanda. In questo clima di torpore i prezzi hanno continuato a contrarsi e questo aumenterà le preoccupazioni di una deflazione in corso della regione". Il mercato ha invece snobbato la ripresa della manifattura in Cina, mentre sono aumentate le tensioni in Medio Oriente dopo che gli Stati Uniti e alcuni alleati arabi hanno portato i primi attacchi in Siria contro obiettivi dello Stato Islamico. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell´1,55% a 20.351 punti. Le vendite hanno colpito ancora i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,58% a 11,67 euro, Montepaschi l´1,85% a 1,005 euro, Popolare di Milano il 3,36% a 0,618 euro, Intesa SanPaolo l´1,82% a 2,366 euro, Ubi Banca l´1,49% a 6,255 euro, Unicredit il 2,31% a 6,115 euro. Seduta negativa per Pirelli che ha mostrato un ribasso del 2,88% a 11,11 euro in scia al warning lanciato da Michelin. Il direttore finanziario del colosso francese degli pneumatici, Marc Henry, ha infatti affermato che difficilmente Michelin riuscirà a centrare l´obiettivo per il 2014 di una crescita dei volumi pari al 3 per cento. A rendere difficile il raggiungimento del target la debolezza in Europa, Russia e sul mercato brasiliano. Male Prysmian (-3,03% a 14,37 euro) e Campari (-1,89% a 5,69 euro), entrambe declassate a neutral da buy dagli analisti di Citigroup. Enel ha ceduto il 2,35% a 4,058 euro ed è finita sotto i riflettori dopo che il ministero dell´Economia, secondo quanto risulta alla stampa nazionale, avrebbe avviato ufficialmente la procedura di ricerca di consulenti per la cessione del 5% di Enel ponendo come termine finale del mandato la fine del 2015. "Nessuna novità, il disposal del 5% di Enel ed Eni è noto da tempo e riteniamo che non influenzerà significativamente il corso del titolo", ha commentato Equita. Vendite su Tod´s (-2,43% a 80 euro) all´indomani dell´Investor Day. Il gruppo della famiglia marchigiana ha confermato le strategie già indicate in precedenza (crescita nel retail, nei mercati esteri e nella pelletteria) e le 15 aperture all´anno. Il management, hanno spiegato gli analisti di Equita, si è detto molto convinto del potenziale di Hogan all´estero e nell´e-commerce. Telecom Italia è riuscita a chiudere invariata a 0,888 euro in scia alle indiscrezioni sulla possibile quotazione delle sue torri di trasmissione e un´Ipo che potrebbe concretizzarsi nel 2015. Il Sole 24 Ore ha ipotizzato una quotazione di oltre il 50%, opzione che consentirebbe a Telecom di deconsolidare il debito della divisione. "Lo spin off e la vendita delle torri è una sorta di operazione di sale and lease back nel senso che il valore sarà tanto più alto quanto maggiore sarà il canone che la stessa Telecom riconoscerà alla nuova società", ha spiegato Equita nel report odierno, confermando il rating buy e il target price a 1,02 euro sul titolo Telecom Italia.
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