Piazza Affari cede alle vendite, conti trimestrali sospingono Unicredit e Campari

Inviato da Redazione il Mar, 06/08/2013 - 17:40
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso aumentando le perdite nell´ultima ora di contrattazioni in scia all´andamento negativo di Wall Street. Negli Stati Uniti impazza il discorso sull´eventuale prima sforbiciata al quantitative easing della Fed, attualmente pari a 85 miliardi di dollari al mese. Secondo Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, una riduzione potrebbe arrivare nei tre meeting in calendario da qui a fine anno mentre Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas, ha fatto sapere che il ridimensionamento dovrebbe iniziare già a settembre. Prima dell´avvio di Wall Street il listino milanese aveva vissuto una seduta poco mossa dopo il dato sul Pil italiano del secondo trimestre, sceso dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi del 2013 e del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato migliore delle attese ma che ha certificato l´ottavo trimestre consecutivo in recessione per l´Italia. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,44% a 16.683 punti. Giornata da dimenticare per Pirelli che ha perso il 5,14% a 9,50 euro all´indomani dei conti trimestrali e della diffusione dell´outlook 2013. Nel corso della conference call l´attenzione si è focalizzata sulla guidance per l´esercizio in corso, con il target sul risultato operativo (Ebit) ora atteso nella parte bassa del range (a 810 milioni di euro). Non si sono arrestati le vendite su Telecom Italia (-1,88% a 0,471 euro) reduce dal declassamento da parte di Fitch. "Il mercato ha paura di un declassamento del rating di Telecom a junk o di un significativo aumento di capitale", hanno spiegato gli analisti di Deutsche Bank che consigliano però di acquistare il titolo del gruppo tlc perchè "un deal eliminerebbe questi rischi e l´azione potrebbe raddoppiare il suo valore". Secondo il broker tedesco, che fissa un target price sul titolo a 0,90 euro, una fusione con 3Italia sarebbe la soluzione migliore. Uno dei settori peggiori della seduta odierna è stato senz´altro quello energetico: Enel ha ceduto l´1,67%, A2A l´1,51%, Saipem l´1,65%, Eni l´1,11%. Tra le banche da segnalare lo spunto di Unicredit (+2,16% a 4,256 euro) che nel secondo trimestre ha registrato profitti per 361 milioni di euro, più che raddoppiati rispetto ai 169 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Battute le attese degli analisti che avevano indicato un utile netto pari a 349 milioni. Il risultato netto di gestione nel secondo trimestre è rimasto stabile a 1,1 miliardi di euro, superando le previsioni del consensus che erano ferme a 886 milioni. Restando nel comparto bancario anche il Monte dei Paschi (+1,74%) ha chiuso in positivo, mentre le vendite hanno prevalso su Ubi Banca (-1,4%). Seduta brillante per Campari (+4,13% a 61,8 euro) che ha chiuso il primo semestre del 2013 con vendite pari a 698,6 milioni di euro, in aumento del 13% rispetto ai 618,3 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. L´utile netto del gruppo milanese è stato di 57,6 milioni di euro, in calo del 26,1% rispetto 77,9 milioni del primo semestre del 2013. Mediaset ha continuato a correre mettendo a segno un rialzo dell´1,51% a 3,486 euro. Da inizio anno il balzo di Mediaset è pari a circa il 125 per cento. Il titolo del gruppo di Cologno Monzese non ha risentito dei guai giudiziari di Silvio Berlusconi. Giovedì scorso la Cassazione ha condannato in via definitiva l´ex premier a 4 anni reclusione (3 sono coperti dall´indulto), mentre ha rinviato alla Corte di Appello di Milano il ricalcolo della pena accessoria, ovvero l´interdizione ai pubblici uffici.
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