Piazza Affari brillante, Ftse Mib chiude con un rialzo di oltre l´1,5%. Bene banche e Generali

Inviato da Redazione il Lun, 22/04/2013 - 17:39
La Borsa di Milano ha chiuso in deciso rialzo dopo la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale che, secondo la maggior parte degli analisti, rimuove il rischio di elezioni nel breve termine e aumenta le possibilità di un Governo di grande coalizione. Sul secondario lo spread Btp-Bund è sceso in area 285 punti base e, a detta di JP Morgan, in giugno si porterà a 250 punti base. Il mercato ha inoltre apprezzato le nuove priorità emerse dal summit del G20: non più rigore, ma crescita e occupazione. L´invito a sostenere la crescita, dopo il rigore dei mesi precedenti, non è risultato nuovo ma in questo momento è suonato come un´approvazione implicita alla politica super espansiva messa in atto a inizio aprile dalla Bank of Japan. Il listino milanese si è allontanato dai massimi intraday dopo il dato sulle vendite di case esistenti Usa che si sono attestate a marzo a 4,92 milioni di unità (-0,6%), in calo rispetto alle 4,95 milioni di unità del mese precedente e peggio delle attese che indicavano 5 milioni di unità. E così a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha guadagnato l´1,66% a 16.021 punti. Ben comprati i titoli del comparto bancario: Ubi Banca ha guadagnato il 4,41% a 3,076 euro, Banco Popolare il 4,46% a 1,10 euro, Popolare di Milano il 3,25% a 0,54 euro, Unicredit il 2,70% a 3,726 euro, Mediobanca l´1,96% a 4,674 euro, Intesa SanPaolo l´1,78% a 1,317 euro. Tra i migliori sul paniere principale da segnalare Mediaset, che ha mostrato un balzo del 5,07% a 1,804 euro, e Generali, che è avanzata del 5,15% a 13,48 euro. Gli analisti di Barclays hanno alzato il giudizio sulla compagnia assicurativa a overweight dal precedente equalweight, portando il prezzo obiettivo a 14,1 euro da 12,4 euro. Gli esperti prevedono una crescita degli utili in media del 10% l´anno e un ulteriore rafforzamento patrimoniale, scorgendo inoltre la possibilità di alzare il dividendo quest´anno. Saipem ha mostrato un progresso dell´1,65% a 20,99 euro dopo essersi aggiudicata nuovi contratti "E&C Offshore" in America Latina per un valore totale di circa 500 milioni di dollari. Parmalat (+1,52% a 2,132 euro) è finita sotto i riflettori dopo che il Cda ha deciso di ritirare il progetto di bilancio al 31 dicembre 2012 alla luce della sentenza del Tribunale di Roma che ha dichiarato che "Roma Capitale (già Comune di Roma) è l´attuale ed unica proprietaria del 75% del capitale sociale di Centrale del Latte di Roma" e ha condannato Parmalat "all´immediata restituzione delle azioni in questione". Il board, ha spiegato il gruppo di Collecchio in una nota, "pur considerando la decisione del Tribunale errata e confidando nell´accoglimento dell´appello che sarà tempestivamente proposto, ha deliberato di ritirare il progetto di bilancio al 31 dicembre 2012 al fine di verificare l´eventuale esigenza di apportarvi integrazioni, revocando la relativa delibera di approvazione assunta nella riunione del 20 marzo scorso". Prysmian, Telecom Italia e Fiat Industrial hanno invece scontato l´effetto cedola. I tre titoli hanno chiuso in controtendenza rispetto all´andamento del paniere principale: Prysmian ha mostrato un ribasso del 2,29% a 14,07 euro, Telecom Italia dell´1,79% a 0,577 euro, Fiat Industrial dell´1,84% a 8,52 euro. Il gruppo dei cavi ha staccato un dividendo di 42 centesimi di euro, la società torinese di 22,5 centesimi mentre l´ex monopolista delle telecomunicazioni di 2 centesimi.
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