Piazza Affari ancora in rosso, Ftse Mib chiude con un calo dell´1%

Inviato da Redazione il Mer, 17/04/2013 - 17:39
La Borsa di Milano ha chiuso ancora in ribasso per la terza seduta consecutiva. Oggi a far traballare i listini, specialmente quello tedesco, sono state le voci circolate nelle sale operative su un possibile downgrade del debito di Berlino. A peggiorare il sentiment anche l´andamento negativo di Wall Street dopo i conti inferiori alle attese di Bank Of America. In Italia sale l´attesa in vista della prima votazione per l´elezione del presidente della Repubblica, con la stampa nazionale che parla di un nome condiviso da Pd e Pdl. Secondo il Bollettino della Banca d´Italia nel primo trimestre del 2013 il Pil tricolore potrebbe essersi ancora ridotto ma a ritmi meno accentuati. Nel pomeriggio Jens Weidmann, il governatore della Bundesbank, non ha escluso la possibilità che la Bce possa tagliare i tassi d´interesse in presenza di un peggioramento del quadro macro. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,96% a 15.383 punti. Tra le peggiori performance sul paniere principale di Piazza Affari STMicroelectronics (-5,08% a 5,605 euro) e Buzzi Unicem (-4,98% a 10,69 euro). Saipem ha lasciato sul parterre il 2,42% a 20,54 euro in scia ad alcune indiscrezioni secondo cui la società controllata da Eni sarebbe stata squalificata dalla gara per il progetto Umm al-Lulua ad Abu Dhabi del valore di 1,5 miliardi di dollari. Il gruppo petrolifero, ricordano le voci, aveva preso parte alla gara presentando per il progetto un´offerta significativamente inferiore rispetto a quelle dei concorrenti. Stando alle indiscrezioni, Samsung e Technip avrebbero chiesto di riformulare le proprie offerte. Telecom Italia (-2,62% a 0,595 euro) nel giorno dell´assemblea nella quale il presidente Franco Bernabè ha fatto sapere che la possibile fusione con 3Italia presenta delle sinergie industriali se realizzata a valori che rappresentano in modo corretto l´effettivo apporto delle due società. Bernabè ha poi sottolineato che per uscire dalla crisi, che ha colpito sia il settore tlc e sia più in generale il clima economico, occorrono delle discontinuità e i due progetti sulla rete fissa e mobile, ossia la separazione della rete di accesso e l´ipotesi di fusione con 3 Italia, rappresentano importanti opportunità che potrebbero migliorare le prospettive dei due settori. Le vendite hanno colpito la maggior parte dei titoli bancari: Popolare di Milano ha ceduto il 2,13% a 0,506 euro, Ubi Banca lo 0,36% a euro, Mediobanca lo 0,54% a 4,434 euro, Unicredit lo 0,35% a 3,44 euro. Sono invece finite in territorio positivo Intesa SanPaolo (+0,73% a 1,25 euro) e Monte dei Paschi (+0,21% a 0,193 euro). Salvatore Ferragamo ha strappato un più 0,05% a 20,84 euro con gli analisti di Nomura che hanno alzato il prezzo obiettivo a 23,3 euro dal precedente 19 euro confermando il giudizio neutrale.
COMMENTA LA NOTIZIA