La discesa del Pil fa tremare Piazza Affari, Ftse Mib chiude con un tonfo di oltre il 3,5%

Inviato da Redazione il Gio, 15/05/2014 - 17:38
E´ un giovedì nero per Piazza Affari con l´indice Ftse Mib che ha chiuso con un tonfo del 3,61% a 20.419 punti, livello minimo da quasi due mesi. A pesare sul listino milanese la discesa a sorpresa del Pil italiano nel primo trimestre del 2014, che ha mostrato una contrazione dello 0,1% rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno. Il dato ha sorpreso il mercato visto che gli analisti avevano previsto un Pil in espansione dello 0,2%. A Piazza Affari le vendite non hanno risparmiato nessun comparto, ma si sono abbattute con vigore sul comparto bancario che ha pagato la repentina risalita dello spread Btp-Bund. Il differenziale è volato oltre 180 punti base, ben 30 punti base in più dei 152 punti base della prima parte di seduta. Il rendimento del bond decennale italiano, che fino a metà giornata era pari al 2,98%, si è portato ben oltre la soglia del 3%. Forti vendite sul comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,80% a 11,84 euro, Montepaschi il 6,45% a 21,88 euro, Popolare di Milano il 6,83% a 0,552 euro, Ubi Banca il 7,74% a 5,78 euro, Unicredit il 5,66% a 5,83 euro, Mediobanca il 4,36% a 6,58 euro. Intesa SanPaolo (-6,22% a 2,20 euro) non ha sfruttato i conti del primo trimestre chiuso con un utile netto in crescita del 64,4% a 503 milioni di euro, il più elevato degli ultimi otto trimestri, contro i 306 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato è decisamente sopra le attese ferme a 281,5 milioni di euro. Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito al 12,6% dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee. Ancora un tonfo per Mediaset (-8,54% a 3,17 euro) che ha risentito di nuovo dei conti del primo trimestre, chiuso con una perdita di 12,5 milioni di euro rispetto all´utile di 9,3 milioni registrato nello stesso periodo dello scorso anno. A pesare sui conti è stata soprattutto l´Italia, dove il gruppo di Cologno Monzese ha riportato un rosso pari a 17,7 milioni di euro. I ricavi del Biscione si sono attestati a 820,8 milioni contro gli 831,6 milioni del primo trimestre del 2013. Nel Belpaese il fatturato è sceso a 620,9 milioni in scia a ricavi pubblicitari per 492,5 milioni di euro (-1,8%). Forti vendite anche su Mediolanum (-7,09% a 5,83 euro), che ieri ha annunciato di aver archiviato il primo trimestre con un utile netto in calo del 41% a 80,9 milioni di euro. Fiat (-3,64% a 7,13 euro) ha risentito della conferma del giudizio sell da parte di Citigroup. Per il broker Usa il problema più grande per il Lingotto riguarda l´accumulo del debito e l´ammontare degli investimenti richiesti quest´anno per raggiungere gli obiettivi al 2018. Giù anche Exor (-3,65% a 30,01 euro) che ha archiviato il primo trimestre del 2014 con una perdita di 83,2 milioni di euro rispetto all´utile di 51,1 milioni registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Il Net Asset Value (NAV, valore netto degli attivi) è salito a 9,88 miliardi di euro dagli 8,85 miliardi di fine 2013. A fine marzo la posizione finanziaria della holding della famiglia Agnelli era pari a 1,29 miliardi di euro.
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