La crisi di governo deprime Piazza Affari, Mediaset la peggiore

Inviato da Redazione il Lun, 30/09/2013 - 17:43
Inizio di ottava turbolento per Piazza Affari che alla fine è riuscita a limitare i danni dell´aggravarsi della crisi politica in Italia susseguente alla formalizzazione delle dimissioni da parte dei ministri del Pdl. Precipitare della situazione che in avvio ha spinto lo spread Btp-Bund fino a 289,5 punti base (massimi da giugno), per poi stabilizzarsi in area 270 pb. Ora il mercato guarda a quello che succederà mercoledì quando il premier Enrico Letta andrà a riferire in Parlamento con l'eventuale successivo voto di fiducia che deciderà sulle sorti dell'attuale esecutivo. L'opzione ritenuta più probabile e che presenta risvolti meno negativi per gli investitori sembra essere quella di un Letta bis, mentre quella meno probabile è di un ritorno alle urne che andrebbe ad aumentare le pressioni sull'Italia. In chiusura l´indice Ftse Mib ha ceduto l´1,2% a quota 17.434 punti, con perdite praticamente dimezzate rispetto all´oltre -2% di inizio giornata. A soffrire maggiormente sono stati i titoli del settore bancario e quelli della galassia Berlusconi con Mediaset che alla fine ha lasciato sul terreno il 4,52% risultando il peggior performer all´intero del Ftse Mib. Tra i bancari Ubi banca ha ceduto il 4,1%. Tra i peggiori Intesa Sanpaolo (-3,51%) dopo il cambio al vertice con Enrico Cucchiani che ha lasciato con effetto immediato la carica di consigliere delegato e ceo. Il suo posto verrà preso dall'attuale direttore generale vicario di Ca'de Sass, Carlo Messina. Ancora una volta protagonista, questa volta in positivo, Telecom Italia. Il titolo della maggiore tlc italiana ha messo a segno un balzo del 5,17% a 0,608 euro. Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia in programma per giovedì 3 ottobre, oltre all'approvazione del piano industriale, potrebbe vedere le dimissioni del presidente Franco Bernabè. A scaldare Telecom è stato anche l'upgrade di JP Morgan che ha alzato il giudizio da underweight a neutral con target price salito da 0,46 a 0,60 euro sulle azioni ordinarie. La banca d'affari statunitense ritiene che un aumento di capitale rimane possibile e sarebbe un'opzione in grado di rafforzare la situazione senza intaccare il potenziale upside dalla cessione degli asset dell'America Latina. Acquisti anche su Autogrill (+2,2%) che ha accelerato con decisione nella parte finale di seduta. Domani è previsto il via delle negoziazioni delle azioni di World Duty Free sul Mercato Telematico Azionario in seguito alla scissione da Autogrill.
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