Effetto S&P penalizza Piazza Affari, controcorrente Bpm e Fiat

Inviato da Redazione il Mer, 10/07/2013 - 17:45
Piazza Affari frenata dal downgrade di Standard & Poor´s. Sull´azionario italiano ha pesato il taglio del merito di credito decretato da S&P sull´Italia con rating sceso da "BBB+" a "BBB", solo due gradini sopra il livello "junk" (spazzatura) sottolineando che la struttura economica del Paese appare destinata a indebolirsi ulteriormente. Confortanti comunque le indicazioni arrivate dalla prima asta di luglio tenuta oggi dal tesoro. Sono stati allocati titoli a breve per 9,5 mld di euro con il rendimento del Bot annuale salito oltre l´1% sui massimi a 4 mesi, bilanciato da un aumento della domanda con l´appeal della carta italiana che non ha quindi pagato la bocciatura arrivata da S&P. A livello internazionale, in attesa delle minute della riunione del Fomc di giugno e del discorso di Bernanke, deboli indicazioni sono arrivate dalla Cina con il surplus della bilancia commerciale inferiore alle attese a giugno con in particolare le esportazioni diminuite del 3,1%. In chiusura l´indice Ftse Mib ha fermato le lancette a quota 15.677,26 punti in flessione dello 0,72%. A distinguersi in negativo dopo la bocciatura sull´italia da parte di S&P sono stati i testimonial del settore bancario con Intesa Sanpaolo e Unicredit entrambe nelle retrovie del Ftse Mib in calo di circa il 2%. Forti acquisti invece su Bpm (+5,93% ) sospinta dalle parole del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che intervenendo all'assemblea annuale dell'Abi ha sollecitato una trasformazione in spa delle banche popolari più grandi. Giornata negativa per Generali Assicurazioni (-2,32% a 13,91 euro) all´indomani dell´annuncio dell´intenzione di acquistare le minorities di Generali Deutschland per procedere al suo delisting nel 2014. Il gruppo triestino ha raggiunto l´accordo per rilevare una quota del 3% di Generali Deutschland Holding da un gruppo di investitori privati ad un prezzo iniziale di 105 euro per azione, pari a un controvalore complessivo di 171 milioni di euro, dopo la quale supererà la soglia del 95% per poi avviare la procedura di squeeze-out del rimanente 4% ottenendo il pieno controllo azionario della società. Per finanziare l´operazione la compagnia triestina ha collocato 15.535.601 azioni proprie, pari a circa l´1% del capitale azionario, ad un prezzo di 13,95 euro per azione, in seguito ad un processo di bookbuilding accelerato. Controcorrente i titoli della Galassia Agnelli. Fiat ha messo a segno un balzo del 4,56% 5,85 euro. Buona accoglienza da parte degli investitori per l'emissione obbligazionaria benchmark di Fiat per nominali 850 milioni di euro con scadenza ottobre 2019 con prezzo di emissione pari al 100% del valore nominale e cedola fissa del 6,75%. Balzo dell´1,62% per Fiat Industrial a 8,82 euro all´indomani del via libera alla fusione con Cnh. Il prossimo passaggio formale è rappresentato dall´approvazione da parte dell'assemblea straordinaria di Cnh del 23 luglio.
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