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Aggiornato il 15/05/2007

dati macroeconomici

Da Seguire:
EUR/USD: supp. 1,3520 – 1,3500 –1,3480; res. 1,3560 – 1,3580 – 1,3610. Bund: supp. 113,11 – 113,00 – 112,90; res. 113,37 – 113,46 – 113,80.
Area Euro
La Germania è cresciuta più delle attese nei primi tre mesi di quest’anno: 0,5%t/t. Il consenso era di 0,3%t/t, la nostra previsione 0,4%t/t. Il dato di fine 2006 è stato rivisto al rialzo di un decimo a +1,0%t/t. Sull’anno, la crescita del Pil rallenta al 3,6% a/a da un precedente 3,9%a/a, rivisto al rialzo da 3,7%a/a. La revisione ai dati di fine 2006 e la sorpresa per il primo trimestre alzano la stima per il 2007 al 2,6% da un precedente 2,4%. Il dato odierno è anche più debole di quanto suggerito dagli indicatori di offerta. Le informazioni sul fronte della domanda ed in particolare le vendite al dettaglio segnalavano un rallentamento più marcato. Secondo l’Ufficio Federale di Statistica la crescita è guidata da un vigoroso ciclo di investimenti, che ha parzialmente compensato il rallentamento dei consumi dovuto alla manovra sulle imposte indirette. È possibile che la discrepanza trai i dati di offerta e i dati di domanda sia stata colmata dalle scorte dopo il forte smobilizzo di magazzino visto a fine 2006.
La crescita del Pil francese è rimasta stabile a inizio 2007 a 0,5%t/t (il dato di fine 2006 è stato rivisto al ribasso di due decimi). Il dato odierno è più debole rispetto alle stime di consenso ma in linea con le nostre attese. La crescita per il 2007 passa al 2,0% da un precedente 2,1% per effetto delle revisioni al 2006.T4
Dopo la pubblicazioni dei dati francesi e tedeschi, le stime flash per i primi tre mesi dell’anno dovrebbero mostrare ancora un rallentamento della crescita del Pil a 0,5%t/t da un precedente 0,9%t/t, a meno di sorprese dall’Italia . La crescita italiana, dopo il sorprendente risultato di fine 2006, dovrebbe rallentare a 0,3% t/t. Le indicazioni dalle indagini congiunturali di marzo e aprile sono per un proseguimento di questa fase di crescita al di sopra del potenziale anche nei mesi primaverili nell’area dell’Euro.
Francia. I prezzi al consumo sono saliti di 0,5%m/m sulla misura armonizzata. L’inflazione è in rialzo all’1,3% a/a.
Stati Uniti
I dati sui prezzi al consumo di aprile sono attesi in aumento dello 0,7% m/m grazie al contributo particolarmente positivo della componente energia; in termini tendenziali l’inflazione dovrebbe aumentare marginalmente al 2,9% a/a grazie all’effetto base molto favorevole del mese di aprile 2006. L’aggregato core dovrebbe aumentare dello 0,2% m/m portando il tendenziale al 2,4% a/a in calo di un decimo rispetto a marzo.
L’indagine di aprile della Fed di New York dovrebbe evidenziale un recupero dell’attività produttiva del settore manifatturiero, l’indice delle condizioni economiche generali dovrebbe recuperare circa 4 punti a 8,0.

Ieri sui mercati:
Il Bund future e il mercato obbligazionario europeo in generale hanno subito una netta flessione nel corso della giornata. Il contratto di giugno è sceso di mezzo punto chiudendo a 113,24, ma segnando i minimi a 113,12. L’aumento dei tassi è stato di circa 5 punti base, con disinversione del tratto 5-2 anni sulla curva di riferimento europea. Negativo anche l’andamento del mercato americano, nonostante il ribasso dei principali indici azionari. Lieve flessione per il dollaro.
Area Euro
La produzione industriale di marzo aumenta dello 0.4% m/m rispetto a uno 0.5% in febbraio. Il tendenziale passa quindi da 3.9% (rivisto al ribasso da 4.1%) a 3.7%. Nei primi tre mesi di quest’anno la variazione sale a +1,5%t/t dal +1,0% dello scorso dicembre. La tendenza su sei mesi è stabile se confrontata con dicembre, in lieve recupero rispetto a gennaio/febbraio. Il ritmo più vivace è da ricondursi ad una crescita ancora molto forte nel comparto dei beni capitali (+1,9%t/t dal +1,4%t/t di dicembre scorso) e dei beni intermedi (1,2%t/t dopo +0,9%t/t a nel 2006.T4). Ha, invece, rallentato la produzione di beni di consumo ed in particolare di durevoli: la tendenza riflette il trend piuttosto marcato in Germania che è spiegabile con un rallentamento dei consumi e quindi della produzione per effetto dell’IVA. Il dato di produzione industriale per l’Area Euro è coerente con le indicazioni inviate dalle indagini congiunturali sul manifatturiero. Nei prossimi mesi ci aspettiamo una tenuta dell’attività sui livelli del T1.
Francia - L’indagine trimestrale pubblicata dall’Istituto di Statistica francese indica intenzioni di investimento da parte delle imprese industriali invariate rispetto a dicembre scorso. Gli imprenditori francesi vedono la spesa in macchinari in crescita del 7%, in accelerazione rispetto all’anno precedente. In generale nell’Area euro gli investimenti dovrebbero ancora avanzare ad un passo sostenuto nell’anno in corso per aumentare la capacità esistente a fronte di un quadro di crescita ancora ampiamente favorevole.
Stati Uniti
La Fed ha pubblicato l’aggiornamento dell’indagine dei Senior Loan Officers relativo al primo trimestre. L’indagine mostra un quadro con cambiamenti “misti” agli standard del credito nel primo trimestre. Dal lato dei prestiti alle imprese si riportano cambiamenti solo marginali degli standard del credito, con qualche istituzione che ha allargato i termini e altre che invece hanno reso marginalmente più restrittivo il credito alle imprese per prestiti immobiliari. Le banche registrano un rallentamento della domanda di prestiti delle imprese. Per quanto riguarda il credito alle famiglie, una frazione “relativamente piccola” riporta di aver ristretto le condizioni dei mutui “prime”, mentre una quota “considerevole “ segnala di aver ristretto i termini dei prestiti più rischiosi (“non tradizionali” e “subprime”). Si registra un rallentamento della domanda di mutui e, in misura più marcata, di altri tipi di prestiti al consumo. Si confermano quindi le tendenze già evidenti nell’indagine di gennaio. Con il maggior dettaglio incluso nell’indagine di aprile relativo ai termini delle singole categorie di mutui si osserva il fortissimo aumento delle banche che restringono i termini dei mutui più rischiosi. Le condizioni del credito per le imprese e per i prestiti alle famiglie, con l’esclusione dei mutui rischiosi, restano su livelli ancora non restrittivi e ben diversi da quelli osservati negli stadi di ciclo maturo delle altre fasi di espansione. Potenzialmente sfavorevole all’ipotesi di riaccelerazione degli investimenti è la flessione segnalata nella domanda di credito da parte del settore commerciale e industriale.
Fisher (Dallas Fed) ha detto che si avrà un periodo di crescita debole perchè la correzione del mercato immobiliare non ha ancora finito di dispiegare i suoi effetti sull’economia. Fisher ha ripetuto che comunque si aspetta una ripresa della crescita nei “trimestri futuri”. Fisher ha anche detto che i consumi rallenteranno come conseguenza dell’aumento del prezzo della benzina, degli alimentari e della correzione del mercato immobiliare. Per ora comunque l’economia continua a creare occupati e il tasso di disoccupazione è “piuttosto basso”.

Un aggiornamento del Surprise Index
Alla luce dell’incertezza presente sui mercati per quanto riguarda la politica monetaria negli Stati Uniti e nell’Area Euro riteniamo che dati macroeconomici distanti dal consenso continuino ad essere driver importanti per i corsi obbligazionari. Proprio per questo motivo abbiamo aggiornato la nostra analisi basata sui Surprise Index (SI) per l’Area Euro e gli Stati Uniti.
Sulla base delle nostre simulazioni possiamo dire che nel caso in cui i dati economici delle due economie si dimostrino più positive del consenso (ovvero i dati siano in linea con i valori massimi del consenso) ci possiamo attendere che i tassi swap a 10 anni europeo e statunitense raggiungano rispettivamente quota 4.52 e 5.23. Mentre nel caso i dati delle due economie si dimostrino uniformemente più negativi (dati in linea con i valori minimi del consenso) ci possiamo attendere che i tassi decennali europeo e statunitense raggiungano rispettivamente quota 4.41 e 5.10.
Le attese di mercato sulla mosse di politica monetaria nell’area euro sono concordi per quanto riguarda l’immediato futuro. Un primo rialzo a giugno ormai è scontato ed anche un ulteriore rialzo a settembre sembra essere fortemente condiviso, dopo i recenti dati relativi ai PMI europei e agli ordini industriali tedeschi. Tuttavia permane una forte incertezza per quanto riguarda la fine dell’anno e il 2008. Discorso differente per la Fed dove le attese del mercato sono molto più incerte anche per l’immediato futuro. In questa situazione ci attendiamo che dati distanti dal consenso possano avere un effetto rilevante sui corsi obbligazionari. Di seguito riportiamo l’andamento dei due indici per Europa e Stati Uniti (aggiornati all’8 maggio 2007).




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