Wall Street: future cauti in attesa della Bce e del Pil, oggi debutta Twitter

Inviato da Redazione il Gio, 07/11/2013 - 13:05
I future sugli indici della Borsa di New York si muovono cauti in attesa della riunione della Banca centrale europea (Bce) e del dato sul Pil americano relativo al terzo trimestre, che potrebbe condizionare le prossime mosse della Federal Reserve. A circa due ore e mezza dall'avvio degli scambi, il future sull'S&P500 mostra un calo dello 0,18%, seguito a ruota da quello sul Nasdaq, in ribasso dello 0,10%. Piatto il future sul Dow Jones che segna un -0,04%. La riunione del direttivo dell'istituto di Francoforte e la conferenza stampa del presidente Mario Draghi sarà uno dei principali market mover di giornata. Secondo le attese degli analisti non dovrebbero esserci sorprese: la riunione odierna dovrebbe infatti concludersi con tassi fermi e nessuna novità su nuove aste a medio-lungo termine. Riunita anche lei oggi, la Bank of England ha confermato la sua politica monetaria attuale. Ma l´attenzione oggi sarà focalizzata anche sul Prodotto interno lordo (Pil) degli Stati Uniti relativo al terzo trimestre, che dovrebbe rallentare leggermente al 2% t/t annualizzato dal 2,5% del periodo precedente. Sul fronte societario, l'attesa è per Twitter che oggi debutterà sul Nyse a 26 dollari. Si tratta dello sbarco più atteso dopo quello di Facebook nel 2012. Secondo quanto annunciato ieri in tarda serata, Twitter ha venduto in fase di collocamento 70 milioni di titoli a 26 dollari ciascuno, oltre la forchetta fissata inizialmente a 17-20 dollari e poi rivista al rialzo a 23-25 dollari. Il sito di micro-blogging ha così raccolto 1,82 miliardi di dollari, un ammontare che potrebbe superare i 2 miliardi di dollari se si verificasse l'opzione di mettere in vendita entro 30 giorni altre 10,5 milioni di azioni supplementari. La valutazione complessiva del gruppo di San Francisco è pari a 14,4 miliardi di dollari. Si tratterebbe di una valutazione a premio: Twitter infatti scambierebbe 12,4 volte i ricavi del 2014, contro un rapporto a 11,6 di Facebook (dati Bloomberg aggiornati a ieri) e LinkedIn (12,2 volte).
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