Future Usa in rialzo dopo Pmi Europa e Cina. Fed divisa su tempi riduzione acquisti asset

Inviato da Redazione il Gio, 22/08/2013 - 14:11
Viaggiano in territorio positivo i future sulla Borsa di New York dopo i buoni segnali giunti dai Pmi europei e della Cina. Il contratto sul Dow Jones sale dello 0,28%, mentre quello sull'S&P 500 mostra un guadagno dello 0,44%. In crescita anche il future sul Nasdaq 100 che prende oltre mezzo punto percentuale. Ieri sera sono stati diffusi i tanto attesi verbali della riunione di fine luglio della Fed. Le minute hanno di fatto confermato l´intenzione della banca centrale statunitense di porre progressivamente un freno alle politiche di stimolo all'economia statunitense, ma il board rimane ancora spaccato sui tempi dell'intervento. Le minute hanno inoltre messo in evidenza che " le condizioni del mercato del lavoro hanno mostrato ulteriori miglioramenti negli ultimi mesi, anche se il tasso di disoccupazione rimane ancora elevato". Verbali della Fed a parte, l'agenda macro odierna prevede la lettura preliminare del pmi statunitense e le nuove richieste di disoccupazione settimanali. Sul fronte societario in primo piano Hewlett-Packard che nel pre-market cede oltre il 7% all'indomani dei risultati trimestrali e della revisione al ribasso delle prospettive. Nel terzo trimestre dell'esercizio 2013 il gruppo americano dei computer ha riportato ricavi in calo dell'8% a 27,2 miliardi di dollari, mentre l'utile netto si è attestato a 1,39 miliardi di dollari, ossia 0,71 dollari per azione, in miglioramento rispetto al rosso dell'anno prima (dovuto a una posta straordinaria). A deludere però sono state le previsioni per l'intero anno: HP si aspetta un utile per azione di 3,53-3,57 dollari (consensus 3,57 dollari), contro la precedente stima di 3,50-3,60 dollari. La trimestrale e l'outlook sotto le attese stanno mettendo sotto pressione anche il titolo Abercrombie & Fitch che cede oltre il 20% nel pre-borsa. Il gruppo Usa dell'abbigliamento casual ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con ricavi in calo dell'1% a 945,7 milioni di dollari, sotto le attese degli analisti pari a 1 miliardo. Delusione anche dall'utile netto che si è attestato su base rettificata a 0,16 dollari, contro i 0,29 dollari stimati dal mercato.
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