Usa: dati sul mercato del lavoro potrebbero essere uno spartiacque

Inviato da Redazione il Ven, 07/06/2013 - 10:52
Richard Fisher, Esther George, Charles Plosser sono gli ultimi tre banchieri centrali della Federal Reserve, l´ultimo dei quali non votante nel Comitato di politica monetaria, ad essersi espressi nei giorni scorsi a favore di una riduzione dell´ammontare di acquisti mensili di asset. Il primo passo verso un graduale rientro dalle politiche di Quantitative easing. I presidenti della Fed di Dallas, Kansas City e Philadelphia fanno parte della squadra di "falchi", minoritaria nel Comitato ma che negli ultimi mesi ha fatto sentire con più forza la sua voce. Tanto da spingere il presidente Fed Ben Bernanke a ribadire, in audizione al Congresso Usa lo scorso maggio, di ritenere prematuro un cambiamento nel piano di acquisti. Tuttavia il timore che i rubinetti del denaro facile possano iniziare a stringersi aleggia con più insistenza su Wall Street e si riflette nel sondaggio settimanale condotto dall´Associazione degli investitori individuali americani. Dopo i record storici di S&P500 e Dow Jones Industrial Average gli ottimisti sono scesi al 29,5% del campione, livello minimo delle ultime sei settimane e sotto la media storica che si attesta al 39%. Sono invece aumentati i pessimisti, ovvero gli investitori che si attendono un calo della Borsa nei prossimi mesi. L´incremento è stato del 9,3% e ha portato il totale dei pessimisti al 38,9%, sopra la media storica del 30,5%. Praticamente invariati gli investitori che hanno espresso un giudizio di neutralità, al 31,6% contro una media storica del 30,5%. L´Aaii sottolinea che gli ultimi sondaggi sono stati caratterizzati da un incremento della volatilità. Se questo da un lato sminuisce il peso della crescita dei pessimisti, dall´altro riflette il clima di maggiore incertezza e prudenza diffusosi a Wall Street. In questo scenario il check-up mensile sul mercato del lavoro, i cui risultati verranno resi noti nel primo pomeriggio, sarà il catalizzatore della seduta odierna ma potrebbe esserlo anche per l´andamento dei mercati nel prossimo futuro. Una sorpresa positiva avrebbe l´effetto di avvicinare, almeno agli occhi del mercato, la riduzione delle politiche di Quantitative easing e la reazione delle Borse potrebbe essere, nel breve periodo, negativa.
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