UME: si fanno progressi sul fronte economico ma persistono i rischi politici

Inviato da Redazione il Mar, 02/04/2013 - 11:31
UME: si fanno progressi sul fronte economico ma persistono i rischi politici Negli ultimi mesi lo stress del sistema finanziario è diminuito molto grazie a diversi provvedimenti, specialmente quelli targati Bce. Ma non solo. Inoltre, i flussi di capitale internazionale, come mostrano i saldi Target 2, hanno iniziato a riconfluire verso i paesi periferici dell´Unione monetaria europea. Tuttavia persiste il rischio che la volontà politica di introdurre le riforme rallenti, mettendo nuovamente pressione ai mercati finanziari nella seconda parte del 2012. Tre paesi che si distinguono in particolare: Italia, Francia e Spagna. Anche per questa ragione, continuare a monitorare gli sviluppi politici del Belpaese potrebbe rappresentare il modo migliore per interpretare il sentiment degli investitori internazionali. Di seguito pubblichiamo proprio il punto di vista di Stefan Hofrichter, Head of Global Economics & Strategy di AllianzGI, sulle prospettive dell´Unione Monetaria Europea alla luce degli incerti scenari politici di numerosi paesi membri. Dalla metà del 2012 tre importanti sviluppi hanno contribuito a migliorare le prospettive a medio termine per l´Unione Monetaria Europea, in particolare per i paesi periferici. Primo, sono stati risolti tre problemi dell´architettura finanziaria dell´Unione monetaria europea: dal 2014 in poi il settore bancario dell´Unione sarà supervisionato dalla BCE, e non dalle banche nazionali esistenti, la BCE è diventata il prestatore di ultima istanza dei governi ed è stato attivato il Meccanismo europeo di stabilità (un fondo di salvataggio per i governi che implica la condivisione dell´onere del debito pubblico in periodi di crisi). Secondo, la Troika rappresentata da Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea è meno rigida e non reagisce più con nuove misure di austerity quando un paese che aderisce al programma manca l´obiettivo del deficit. È un fattore molto importante poichè ogni tentativo di migliorare il rapporto tra debito e Pil tagliando le spese e aumentando le imposte ha provocato un´ulteriore contrazione del prodotto interno lordo, facendo salire ulteriormente il rapporto tra debito e Pil. Terzo, sono state attuate riforme strutturali in diversi paesi dell´UME. Di conseguenza, il costo unitario del lavoro ha iniziato a scendere, soprattutto in Irlanda, ma anche in Spagna, Portogallo e Grecia. Tutti questi fattori, insieme al fattore positivo della domanda dall´estero, hanno determinato un deciso miglioramento delle partite correnti per le economie più in difficoltà, non solo per il calo delle importazioni ma soprattutto per una ripresa delle esportazioni. Eppure i paesi periferici dell´UME dovranno affrontare ancora gli ostacoli della stretta fiscale. Inoltre, lo stress del sistema finanziario è diminuito molto grazie a diversi provvedimenti. Sembra che gli spread sui titoli di stato abbiano incominciato a restringersi. Di per sè è un fattore positivo poichè migliora le prospettive di sostenibilità del debito. In base alle nostre stime, il debito nella maggior parte dei paesi periferici dell´UME è sostenibile, forse ad eccezione della Grecia, a meno che i rendimenti non riprendano a salire. Inoltre la corsa agli sportelli bancari si è interrotta, ad eccezione della Grecia dove ha solo rallentato. Infine, i saldi Target 2 hanno cominciato a restringersi per la maggior parte delle economie a dimostrazione che i flussi di capitale internazionali hanno iniziato a riconfluire verso i paesi periferici dell´Unione. Ciò è confermato dai titoli di stato spagnoli e portoghesi che hanno attirato una domanda robusta da parte degli investitori non locali. Eppure persiste il rischio che la volontà politica di introdurre le riforme rallenti, e di conseguenza i mercati finanziari inizieranno a mettere nuovamente in dubbio la longevità dei risultati del secondo semestre 2012. Tre paesi si distinguono in particolare: Italia, Francia e Spagna. In Italia, Pier Luigi Bersani non è stato in grado di conquistare il controllo del Senato, pertanto appare improbabile che si riesca a costituire un governo stabile. La Francia continua a perdere competitività su scala internazionale nell´ambito dell´UME a causa della mancanza della volontà politica di introdurre riforme strutturali, e deve affrontare la fuoriuscita di capitali. In Spagna l´attuale premier Rajoy è accusato di essere coinvolto in un piano di finanziamento illegale ai partiti e ciò potrebbe ostacolare l´introduzione di riforme fiscali e strutturali. Se da una parte tutti gli sforzi fatti nel 2012 per evitare il tracollo dell´Unione Monetaria Europea ci spingono a credere che alla fine del processo l´UME sarà più ristretta e più competitiva, d´altra parte non siamo ancora fuori dalla crisi. Monitoreremo da vicino i prossimi sviluppi politici.
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