UBP: Bce pronta ad agire, ma qual è il numero magico dell´inflazione?

Inviato da Redazione il Lun, 07/04/2014 - 10:18
UBP: Bce pronta ad agire, ma qual è il numero magico dell´inflazione? Di seguito pubblichiamo un commento di Patrice Gautry, capo economista di Union Bancaire Privèe. Prendendo spunto dalle dichiarazioni di Mario Draghi in occasione della conferenza post meeting sui tassi di interesse, l´esperto di UBP commenta le ipotesi che la Bce possa lanciare nelle prossime settimane un proprio piano di allentamento monetario. A suo avviso la Banca Centrale Europea si è ritrovata ancora una volta chiusa in un angolo. Se è vero che l´inflazione ha raggiunto il suo livello più basso, ora il mercato si interroga su quale sia il livello di inflazione da monitorare perchè l´Eurotower si decida ad avviare il suo piano di allentamento monetario. La Banca Centrale Europea si è ritrovata ancora una volta chiusa in un angolo. Sono due le osservazioni da fare al riguardo. La prima: l´inflazione ha raggiunto il suo livello più basso Attestandosi attualmente allo 0,5% rispetto all´anno scorso, l´inflazione è estremamente bassa e rischia di scivolare in territorio negativo, nel caso in cui la ripresa economica dovesse vacillare o l´euro si dovesse rafforzare ulteriormente. Il target del 2% sull´inflazione sembra ormai solo teorico e la Bce sta scommettendo su un´inflazione limitata all´1,5%, comunque non prima del 2016. Sia l´inflazione sia i salari rimarranno deboli nel lungo periodo: questo almeno dà alla Bce un po´ di tregua. La seconda: l´erogazione di credito continua a ridursi Il costo dei prestiti è ancora troppo alto per le famiglie e per le piccole imprese nell´Eurozona, con i bassi tassi di interesse decisi dalla Bce che aiutano solo i mercati finanziari e le banche. Affinchè la crescita di lungo periodo si possa radicare, e non si riveli semplicemente un´uscita meccanica dalla recessione, è necessario che l´erogazione di prestiti acceleri: per questo la Bce non può astenersi dall´intervenire. Nella riunione di ieri, Mario Draghi aveva diverse opzioni a sua disposizione ma, come si poteva prevedere, ha preferito assumere un atteggiamento di "wait and see". Ora, quindi, possiamo solo aspettare. La Bce si è mostrata pronta ad agire, e questa volta adottando misure non convenzionali: ciò significa che l´opzione del Quantitative Easing è ancora sul tavolo (come è stato lasciato intendere durante la conferenza stampa di Draghi), insieme ad altre, come il "credit easing" e l´aumento di liquidità tramite il Securities Markets Program. Perciò, non bisogna perdere le speranze. La Bce continua a porre una forte enfasi sulla questione dell´inflazione bassa nel lungo periodo, al punto che si potrebbe cominciare a mettere in dubbio la fiducia nutrita dall´Istituto di Francoforte nelle sue stesse stime di aumento dell´inflazione entro il 2016 - come invece previsto il mese scorso . Il target del 2% sembra spostarsi sempre più in avanti e appare sempre più un sogno piuttosto che una probabilità. Nessuno sa quanto la Bce aspetterà prima di intervenire riguardo ai dati sull´inflazione bassa, nè quale livello di inflazione farà scattare queste misure straordinarie - qual è, quindi il numero magico? Lo 0%? Il -0,1%? La Bce è sempre stata responsabile e ha diverse armi a sua disposizione, che può utilizzare come meglio crede. La "non-decisione" di ieri rafforza l´idea che la Bce non agisce in previsione delle reazioni dei mercati, delle difficoltà economiche o dei vincoli, ma aspetti invece dati concreti, che scuotano profondamente le proprie convinzioni. Dal punto di vista dei mercati, questo dà l´impressione che le misure siano sempre posticipate, o persino adottate troppo tardi rispetto alle attese; tuttavia, una volta presa la decisione di intervenire, l´azione della Bce ha effetti persino maggiori ed è sostenuta da una grande determinazione.Per fortuna, la Bce è solida come una roccia.
COMMENTA LA NOTIZIA