Tassi di interesse bassi e ricerca del rendimento le carte favorevoli al Risk On anche nel 2013

Inviato da Redazione il Ven, 25/01/2013 - 10:37
Tassi di interesse bassi e ricerca del rendimento le carte favorevoli al Risk On anche nel 2013 Di seguito pubblichiamo l´analisi aggiornata sull´andamento dell´economia e del mercato finanziario sviluppata da Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle Investments. L´economista lega la performance positiva registrata nel 2012 dagli asset più rischiosi a due fattori chiave: i bassi tassi di interesse e la ricerca di rendimenti alternativi da parte degli investitori. Per l´esperto questi due fattori potrebbe continuare a caratterizzare l´evoluzione dei mercati anche nel 2013. Guardando al 2012, sarebbe giusto dire che, dato il difficile contesto macro e le sfide che il mondo sviluppato ha dovuto affrontare, gli asset rischiosi hanno performato molto meglio di quanto molti commentatori si aspettavano. Per quanto riguarda l´azionario, la maggior parte dei mercati ha avuto rendimenti a due cifre, nonostante l'indebolimento modesto dei profitti societari e revisioni negative nella crescita del PIL. Per quanto riguarda il reddito fisso, il credito e il debito dei mercati emergenti hanno avuto una buona performance, con rendimenti positivamente correlati alla rischiosità dell'investimento. Solo i mercati dei titoli di Stato core hanno registrato un rendimento deludente. Come abbiamo discusso molte volte, ci sono stati due fattori chiave legati a questo risultato: in un contesto di bassi tassi di interesse, gli investitori alla ricerca di reddito sono stati costretti a cercare asset che offrissero un rendimento alternativo e sono diventati sempre più avventurosi nel tipo di investimento che hanno preso in considerazione. Le diverse politiche di QE delle banche centrali hanno spiazzato gli investitori, aggravando questa tendenza, hanno fornito un contesto di mercato favorevole alla liquidità e hanno visto tutti i credit spread contrarsi in modo significativo. Il secondo fattore è stata la performance molto robusta dei bilanci societari. In termini di solidità finanziaria le società, da diversi anni, hanno margini di profitto record e flussi di cassa prodigiosi. Di conseguenza, il rischio di insolvenza o di fallimento, nonostante il difficile scenario macro, è stato ritenuto basso. Gli investitori si sono convinti della sicurezza dei loro dividendi e delle cedole delle obbligazioni societarie ed hanno riclassificato le asset class di conseguenza. Ciò ha fatto da catalizzatore per rilanciare le emissioni obbligazionarie in pipeline e per approfittare della diminuzione del costo del debito societario anche se il denaro è stato utilizzato per nient'altro che riacquisti di azioni. Tutto questo pone la questione di come potrà essere il 2013 date le buone performance dei mercati degli ultimi 12 mesi. E´ nostra opinione che ci troveremo di fronte ancora ad un anno soddisfacente. La caratteristica principale è che vi sarà ancora un contesto con tassi d'interesse pari a zero. La crescita del mondo sviluppato è ancora bassa rispetto agli standard storici, le economie occidentali sono più indebitate e il sistema finanziario è sottocapitalizzato: i tassi di interesse non aumenteranno presto. Questo continuerà a costringere gli investitori a cercare altrove asset che offrono rendimento e fornirà ai mercati il supporto che ha fornito l'anno scorso. Tuttavia, secondo noi le cose stanno andando un po' meglio. In Cina abbiamo visto il passaggio di leadership e la fine della conseguente incertezza che è stata una spinta per la crescita e il mercato azionario cinese. Negli Stati Uniti, rimaniamo dell´opinione che, anche se non è ancora risolto, sarà raggiunto un compromesso sul fiscal cliff e anche questo dovrebbe dare una spinta alla crescita. In ogni caso, il mercato immobiliare statunitense continua a recuperare da livelli molto bassi e ciò è di sostegno al settore bancario statunitense e alla fiducia dei consumatori. In Europa (sia UK che continentale), mentre è probabile che quest'anno vi sia una lieve recessione, non sembra che la situazione stia andando peggio ed è probabile che il peggiore dei problemi del sistema bancario sia già passato. In questo contesto, non sorprende che i mercati hanno avuto un inizio d´anno positivo e può anche darsi che vi saranno prese di profitto. Tuttavia, manteniamo la nostra posizione di sovrappeso verso gli asset rischiosi e ci aspettiamo che l´azionario, in particolare, compia ulteriori progressi positivi nel 2013. Per un certo numero di parametri le valutazioni sono ancora favorevoli e ad un certo punto il ciclo di M&A migliorerà quando le società investiranno il loro denaro in modo costruttivo. La nostra posizione è quindi fondata su un terreno per metà sicuro con le economie che possono continuare a ricostruire e riparare il danno fatto dal GFC, ma senza troppa crescita in modo che i tassi rimangono bassi. Per ora siamo sulla careggiata, ma ci sarà chiaramente da seguire gli sviluppi molto da vicino.
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