Stati Uniti, nuovi rischi scoraggiano l'avvio del tapering

Inviato da Redazione il Gio, 19/09/2013 - 10:07
Stati Uniti, nuovi rischi scoraggiano l'avvio del tapering Di seguito pubblichiamo alcune considerazioni di Jean-Baptiste Pethe, American Economist di Exane BNP Paribas all´indomani della decisione della Fed. Allo stadio attuale per l´esperto le condizioni per ridurre l'acquisto di asset dovranno anche tener conto della prossima battaglia fiscale che comprende un voto sul bilancio e sul debito pubblico previsto nelle prossime settimane. Alla luce di ciò, Pethe stima una minore pressione a breve termine sul mercato obbligazionario, situazione che fungerà da supporto all'appetito per il rischio. Nonostante le speculazioni sul tema, la Fed non ha dato inizio al tapering. Per giustificare tale decisione, la Fed ha evidenziato il potenziale impatto di condizioni finanziarie più severe sull'economia e la debolezza dell´inflazione e di alcuni dati inerenti il mercato del lavoro. Paradossalmente, è la Fed ad essere in gran parte responsabile, a causa dei segnali in merito all'avvio del tapering, di tale scenario. Inoltre, Ben Bernanke, dopo aver fatto riferimento ad una soglia di disoccupazione del 7% lo scorso giugno, ammette che non esiste un numero magico che porrà fine al QE. Allo stadio attuale, le condizioni per ridurre l'acquisto di asset dovranno anche tener conto della prossima battaglia fiscale che comprende un voto sul bilancio e sul debito pubblico previsto nelle prossime settimane. Inoltre, la Fed sarà anche rassicurata da un calo dello stress sul mercato obbligazionario. La Banca Centrale Americana ha, in particolare, necessità di vedere che l'economia, e il mercato immobiliare, siano in grado di resistere a tassi ipotecari più elevati. Si tratta di tre condizioni che dovrebbero essere soddisfatte entro dicembre. Sebbene la Fed non abbia cambiato la forward guidance, Ben Bernanke ha ribadito che la disoccupazione al 6,5% non è considerato un trigger. Per rendere più chiaro il concetto, il governatore ha evidenziato che molti membri dell'FOMC si aspettano che i Fed Funds siano inferiori all'1% a fine 2015 e al 2% a fine 2016 anche se il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi rispettivamente al 6% e al 5,7%. Inoltre, Bernanke ha suggerito che la Fed potrebbe arricchire la forward guidance con un floor sull'inflazione. Non avviando il tapering, la Fed ha dimostrato ancora una volta che preferisce sbagliare mantenendo una posizione prudente e che vuole essere certa che la ripresa sia ben avviata prima di agire. Nonostante i comunicati rilasciati dalla Banca Centrale Americana negli ultimi mesi, riteniamo che l'exit della Fed sarà graduale. Alla luce di ciò, stimiamo una minore pressione a breve termine sul mercato obbligazionario, una situazione che fungerà da supporto all'appetito per il rischio.
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