Small cap, soddisfazioni maggiori dei rischi nelle fasi di espansione economica

Inviato da Redazione il Mer, 23/10/2013 - 10:30
E´ difficile che i nomi delle azioni small cap siano i primi a venire in mente all´investitore medio. Il comparto può offrire soddisfazioni ma è spesso visto come un rischio che solo pochi esperti possono affrontare. Andrew Neville, portfolio manager del fondo Global Small Cap Equity, si occupa di piccole capitalizzazioni da lungo tempo: "Le qualità di queste aziende - spiega Neville - compensano ampiamente i rischi. Tra i secondi tipicamente possiamo includere la maggiore volatilità dei prezzi e la minore liquidità che le rende più esposte alle fasi economiche e di mercato negative". Tra le qualità Neville sottolinea il maggiore potenziale di crescita e la maggiore reattività dei prezzi dopo le fasi di declino: "Le small cap sono spesso aziende giovani che si trovano in una fase di crescita. Questo si traduce in un forte incremento dei profitti e quindi delle quotazioni. Un assunto che vale in particolar modo nelle fasi di crescita economica. Anche il management di queste aziende è di solito più giovane e più flessibile, capace di reagire con più velocità ai cambiamenti di scenario. Inoltre non bisogna dimenticare che le small cap sono più esposte, rispetto alle big, ad attività di Merger & Acquisition". Il che non cancella il dubbio sulla rischiosità dell´investimento in small cap, specialmente in fasi di mercato negative. E´ sicuro che i movimenti dei prezzi siano più estremi ma "ciò è compensato dai maggiori ritorni. Certo - argomenta Neville - l´orizzonte di investimento per puntare su aziende che per definizione sono in crescita non può essere il breve periodo. Se osserviamo quanto accaduto tra gennaio 2001 e settembre 2013, la performance dei mercati azionari nel suo complesso è stata dell´80% mentre le small cap hanno quasi triplicato il loro valore. In generale su orizzonti temporali decennali le piccole capitalizzazioni tendono a fare meglio delle big cap. Il rialzo che sono in grado di mettere a segno nelle fasi di espansione economica del ciclo compensa più che ampiamente l´andamento negativo della fase di contrazione". Considerando che, sebbene con una lentezza pachidermica, le maggiori economie globali si stanno avviando sulla strada della crescita, dedicare parte del proprio portafoglio investimenti alle small cap potrebbe essere un´idea interessante. Secondo Neville la quota da riservare a questo settore dovrebbe essere del 5%-10%: "In questo modo l´investitore beneficia della reattività dei titoli nelle fasi positive ma non viene travolto dall´angoscia nelle fasi negative. E´ meglio evitare di essere costretti a vendere dalla paura dopo poco tempo un investimento che per definizione, come ho detto prima, ha un orizzonte di più lungo periodo". Geograficamente il fund manager di Allianz GI indica l´Europa come macroarea capace di dare le maggiori soddisfazioni nei prossimi dodici mesi: "L´economia sta iniziando a camminare, i cittadini hanno migliori aspettative per il futuro e così gli analisti con riguardo alle aziende. Inoltre il mercato azionario europeo sconta prezzi migliori, soprattutto a livelli di small cap. Tuttavia noi non guardiamo all´area geografica in se come indicatore di scelta per l´allocazione di portafoglio. Il fondo Global small cap equity segue una logica neutrale da questo punto di vista. Noi decidiamo quanto allocare a ciascuna area geografica ed è il team specializzato e residente in quell´area geografica a scegliere come investire il denaro, su che trading idea puntare, quali aziende inserire in portafoglio, quali tenere e quali vendere. In questa maniera cerchiamo di ottenere il meglio da ciascuna area geografica sfruttando la conoscenza del mercato che solo trader e analisti locali possono avere. Inoltre crediamo molto nel contatto diretto con l´azienda e i suoi manager. In media i nostri analisti hanno un centinaio di riunioni all´anno ciascuno con le aziende del portafoglio".
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