Settimana rovente: focus su Fed, Bce e mercato del lavoro Usa

Inviato da Redazione il Lun, 29/04/2013 - 08:58
Pubblichiamo questa mattina uno stralcio del report "Morning Adviser" preparato da Davide Marone, DailyFX Analyst presso FXCM che commenta l'importanza della settimana entrante che culminerà, mercoledì e giovedì con le fondamentali riunioni di Fed e Bce. Venerdì, infine, fari puntati sul mercato del lavoro Usa e i non farm payrolls. La settimana dei mercati finanziari appena trascorsa ci ha lasciato in eredità un mercato valutario piuttosto incerto e privo di direzionalità su diversi cambi e che ha visto una media volatilità e un ripiegamento del dollaro americano, un mercato azionario di nuovo in forte ripresa e con gli indici europei che hanno terminato tutte le sedute in segno positivo, un obbligazionario con i prezzi ai massimi (vedi il Bund) e i rendimenti ai minimi (vedi il minimo storico sui Bot a 6 mesi di venerdì) e le principali commodities in grande ripresa (oro, petrolio, argento). Questo brevissimo riepilogo serve una volta di più a riaffermare i temi dominanti a cui assistiamo sui mercati e perciò l´assenza delle correlazioni classiche, dell´alternanza di dinamiche risk on/ risk off e la grande sensibilità dei prezzi agli sviluppi sul fronte macro. In questo senso la settimana che si sta aprendo sarà esemplare laddove vi saranno in assoluto i tre appuntamenti più importanti dell´agenda macroeconomica, a partire dal prossimo mercoledì con la riunione del Federal Open Market Committee (FED), il meeting della Banca Centrale Europea di giovedì e i Non Farm Payrolls e il Tasso di Disoccupazione di venerdì. Il primo di questi con ogni probabilità avrà il minore degli effetti, in particolare sul valutario, in quanto l´economia americana ha mostrato qualche segno di rallentamento nei mesi più recenti e appare inverosimile che il massiccio piano di acquisto di asset della Fed di 85 miliardi di dollari al mese (QE3) possa essere rivisto così come i tassi d´interesse resteranno invariati all´interno del corridoio che va dallo 0 allo 0,25%. Su questo punto molto più incerto è invece l´outlook sulla BCE; la vacillante, o per meglio dire, inesistente ripresa dell´attività economica del Vecchio Continente unita alle tenui aspettative sull´inflazione lasciano presagire ad un possibile taglio del tasso di rifinanziamento di 25 punti base dall´attuale 0,75% allo 0,50% (il tasso di deposito, quello ciò che la BCE remunera alle banche per il parcheggio di liquidità overnight, dovrebbe invece rimanere a zero), taglio che potrebbe essere depressivo per la moneta unica e che potrebbe portare alla violazione dei supporti di medio periodo e potrebbe rappresentare il propellente per una direzionalità al ribasso del cambio principe Eurodollaro. Per quanto concerne invece la disoccupazione a stelle e strisce, al di là del dato in sè difficilmente prevedibile, varrà la pena focalizzarsi su un´eventuale ulteriore abbassamento dall´attuale 7,6%, su un dato superiore alle aspettative e una revisione al rialzo per un rafforzamento del green back mentre probabilmente l´allineamento alle aspettative sarà nel breve penalizzante per lo stesso. Queste perciò le tematiche che ci attenderanno nei prossimi giorni laddove, per riportare l´attenzione sulla giornata di oggi, la chiusura dei mercati in Cina e Giappone ha determinato scarsa liquidità nella riapertura settimanale dei mercati con leggeri movimenti che hanno premiato il dollaro australiano e quello neozelandese, la sterlina e l´euro contro il dollaro americano, e un ulteriore ripiegamento dei cambi yen con il rapporto principale usd/jpy tornato sui livelli di dieci giorni fa. Nella mattinata seguiremo invece la Fiducia dei Consumatori dell´Eurozona e l´Indice dei Prezzi al Consumo della Germania, ma soprattutto l´apertura dell´indice FTSE MIB (presumibilmente in gap rialzista) dopo la formazione del neo-Governo Letta alla quale seguirà l´asta dei BTP a 5 e 10 anni che potrebbe vedere un ulteriore decremento dei tassi di rendimento.
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