Se Berlusconi se ne va...

Inviato da Redazione il Lun, 23/09/2013 - 12:32
Se Berlusconi se ne va... Di seguito pubblichiamo un commento rilasciato da Gilles Guibout, gestore del fondo AXA WF Framlington Italy. L´esperto prende in esame gli effetti che un eventuale uscita dal Senato dell´ex Presidente del Consiglio potrebbe causare. Oltre a un incremento della volatilità legato a una maggiore incertezza politica,per Guibout il vero catalizzatore per le aziende italiane saranno le necessarie riforme che l´Italia dovrà concretizzare, sia per rispondere alle proprie dinamiche interne sia per dare seguito alle richieste dell´Eurozona. Anche perchè è necessario ridurre, se non colmare completamente, il deficit competitivo che divide i Paesi del Sud Europa da quelli del Nord. La vita politica di Silvio Berlusconi è sul viale del tramonto, ma i politici italiani dovranno lavorare duramente prima di riuscire a tagliare definitivamente i ponti con l´ex premier. Tuttavia ritengo che le pressioni volte a espellere dal Senato l´ex Presidente del Consiglio potrebbero scatenare una reazione a catena per il Paese. Di base, quanto sta accadendo non fa che aumentare la volatilità. La principale incertezza è legata alla possibilità di nuove elezioni, ma credo che oggi nessuno voglia assumersi questo rischio. Perciò i partiti faranno un passo indietro, per analizzare le eventuali conseguenze e valutare l´impatto di grandi cambiamenti politici sull´economia, prima di procedere eventualmente in questo senso. Ma cosa significa tutto questo per le aziende italiane? Numerose aziende italiane sono ormai avvezze all´incertezza e all´indecisione che ha caratterizzato la politica italiana negli ultimi anni. Si sono abituate a lavorare all´interno di uno stato debole, tanto che in molti pensano che niente possa veramente cambiare, persino una volta che Berlusconi se ne sarà andato. E´ però opportuno sottolineare che alcune aziende italiane stanno cercando di mettere sotto pressione il governo attraverso appelli per la riforma del lavoro, oppure portando le attività produttive all´estero. Un esempio su tutti il gruppo Fiat che ha portato la sede di FIAT Industrial in Olanda a favore della fusione con Cnh. Fiat è azionista di maggioranza in Chrysler nel futuro le due società dovrebbero fondere e se il governo italiano non fa le sue riforme strutturali anche Fiat potrebbe lasciare l´Italia per trasferire la sua sede legale. Se questa opportunità si concretizzasse, potrebbe spingere anche altre aziende italiane a seguire questa strada. Questo è già avvenuto anche in Francia, dove Publicis e Omnicom si sono unite per poi portare la loro sede legale in Olanda, e ritengo che saranno sempre di più le aziende che vorranno abbandonare i Paesi più problematici, per rendersi più interessanti ai potenziali investitori. Guardando al futuro l´Italia dovrà affrontare molte sfide, a prescindere da Berlusconi, perchè il Paese ha bisogno di riforme immediate, sia per le proprie dinamiche interne sia per l´Eurozona nel suo insieme. L´Italia settentrionale è forte, come l´Europa del Nord, ma il sud è paragonabile alla Grecia e agli altri paesi dell´Europa meridionale, perciò si rende necessaria una riforma strutturale profonda che riguardi tutta la nazione.
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