Obbligazionario Asia: investimento con un ritorno interessante

Inviato da Redazione il Mer, 26/02/2014 - 10:04
Obbligazionario Asia: investimento dai ritorni interessanti Di seguito pubblichiamo un'analisi di Joep Huntjens, responsabile del debito asiatico per Ing IM. Secondo lo strategist il debito asiatico è pronto per ritorni interessanti in rapporto alla rischiosità e in confronto alle obbligazioni di altre aree geografiche. "La Fed ha confermato la volontà di tenere i tassi ai bassi livelli attuali almeno fino al 2015 - spiega Huntjens - e, di conseguenza, la curva dei rendimenti dei treasury si manterrà ripida, dando così l´opportunità di maggiori ritorni per gli investitori disposti ad assumersi un modesto rischio duration. In aggiunta, gli investitori globali sono attualmente sottoinvestiti sulle obbligazioni asiatiche a causa delle differenze negli indici e per diversificare l´esposizione al rischio vedremo quindi flussi di capitale verso il mercato asiatico". In prospettiva, l´Asia (esclusi Giappone, Australia e Nuova Zelanda) continuerà a essere la regione con il più veloce tasso di crescita, grazie a paesi come Cina e Filippine, per i quali si prevede una crescita tra il 6-7% e tutti gli altri che si posizionano nel range 2-5%. Tuttavia il momentum di crescita sta rallentando e contestualmente si registra una ripresa, seppur modesta, nel mondo sviluppato. Nel breve periodo questa dinamica potrebbe privilegiare l´investimento nei paesi sviluppati, come visto negli ultimi mesi. I cambiamenti nelle preferenze degli investitori sono ciclici e quindi arriverà il momento in cui valutazioni e fondamentali obbligheranno a tornare in forza sul debito asiatico, specie in un momento dove il rischio sistemico è stato neutralizzato. Questa asset class, inoltre, sta registrando un buon sostegno grazie ai flussi in arrivo dagli investitori locali, sia istituzionali sia retail. Viste le dinamiche sulla crescita globale che si stanno spostando dall´Asia verso gli Usa, gli impatti del tapering, probabilmente per le valute asiatiche non si prospetta una fase particolarmente positiva. Alcune valute potranno sovraperformare il dollaro Usa, ma in media le monete asiatiche si indeboliranno leggermente. Se analizziamo i rendimenti di alcune valute, quelle che nel 2013 hanno avuto le performance peggiori potenzialmente potrebbero generare interessanti ritorni, a patto di avere la capacità di sopportare un´elevata volatilità. La rupia indiana è l´esempio più significativo di questa dinamica. Con i flussi di portafoglio che stanno allontanandosi dalla regione, le Banche Centrali asiatiche probabilmente lasceranno indebolire le rispettive valute, così da proteggere le riserve, aumentare la competitività internazionale e migliorare i conti. Naturalmente il rischio di un eccessivo indebolimento valutario è l´aumento dei beni importati che potrebbe mettere pressione sull´inflazione domestica. In un simile scenario, le banche centrali potrebbero far ricorso a un rialzo dei tassi, sostenendo anche le valute. In termini di posizionamento, riguardo al portafoglio in valuta forte vediamo maggior valore nelle obbligazione a breve scadenza e al di sotto del rating investment grade, considerando i maggiori rendimenti e la bassa sensibilità al dollaro Usa. Le obbligazioni corporate high yield hanno maggiore potenziale rispetto ai medesimi titoli di altre aree geografiche, oltre a una minor sensibilità ai tassi di interesse. Questi elementi rappresentano un interessante elemento in termini di rapporto rischio / rendimento. Infine, lo scenario economico è positivo per le aziende, lasciando supporre che gli spread sul credito potrebbero restringersi. Anche sui portafogli in valuta locale preferiamo le obbligazioni a più alto rendimento, così come le valute dei paesi che stanno attuando riforme dal punto di vista fiscale, della crescita e dell´inflazione, come l´India. In aggiunta, crediamo vi sia valore su curve dei rendimenti ripide, come quella in valuta locale della Tailandia. Tuttavia, probabilmente manterremo una sottoesposizione complessiva ai tassi di interesse, considerate le nostre attese di un loro rialzo.
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