Nuove opportunità nei Paesi emergenti dalla contrazione del mercato obbligazionario

Inviato da Redazione il Gio, 27/06/2013 - 08:57
Nuove opportunità nei Paesi emergenti dalla contrazione del mercato obbligazionario Di seguito pubblichiamo un commento di Damien Buchet, head of Emerging Market Fixed Income di Axa Investment Managers, sulle opportunità di investimento sul mercato obbligazionario dei Paesi emergenti. "L´ultimo mese è stato un mese particolare per il comparto obbligazionario dei mercati emergenti che ha subito il peggior ribasso degli ultimi 3 anni. Il re-pricing del mercato legato alla revisione delle prospettive di politica monetaria negli USA, è stato amplificato dalle difficoltà di posizionamento degli investitori nel corso del mese, penalizzando soprattutto gli attivi con duration lunga e con valorizzazioni contenute. Gli spread del credito sovrano e corporate, i tassi d´interesse locali e le valute dei mercati emergenti hanno risentito in maniera non proporzionale rispetto ai fondamentali e alle asset class analoghe. Per quanto paragonabile per dimensioni alla crisi del 2011, ci sembra che la situazione attuale rifletta piuttosto una logica di posizionamento piuttosto che i fondamentali. Gli spread sovrani e corporate i tassi di interesse locali e le valute dei mercati emergenti hanno sofferto in maniera sproporzionata se si considerano i loro fondamentali. "Anche se la crescita è in rallentamento da febbraio, infatti, i fondamentali non si sono deteriorati significativamente negli ultimi due mesi. Le notizie provenienti dalla Turchia o, più di recente, dal Brasile, e l´aver compreso che la Cina non potrà salvare il mondo, possono in parte spiegare la stanchezza degli investitori nei confronti dei mercati emergenti, ma non riassumono adeguatamente tutta la vicenda. "A nostro avviso, le economie emergenti sono molto più resistenti e in grado di affrontare i potenziali deflussi rispetto a quanto non lo fossero 5 - 10 anni fa. E´ improbabile che si verifichi una crisi come quella passata, fatta eccezione per alcune situazioni specifiche, le quali non costituiscono comunque un rischio sistemico per l´asset class. "Tuttavia, investire sui mercati emergenti forse non è più semplice come una volta. La differenziazione del rischio Paese, l´insorgere di problematiche specifiche per alcuni di essi, le correlazioni presenti tra le commodity e le valute dei mercati emergenti, sono tutti elementi che indicano una maggiore difficoltà nel prevedere la direzione complessiva di un mercato molto diverso nei prossimi mesi. "La recente conferma da parte della Federal Reserve di un graduale ridimensionamento del suo programma di QE3 ha deluso i mercati obbligazionari e potrebbe scatenare altre correzioni di posizionamento, ma ha avuto il merito di portare chiarezza circa le mosse della Fed nei prossimi mesi. Trattandosi di un mercato molto efficiente, i Treasury USA dovrebbero aver già prezzato questa nuova situazione. "Pensiamo che la recente contrazione abbia aperto nuove opportunità nell´universo dei mercati emergenti e che le prossime settimane rappresenteranno un punto d´ingresso interessante per l´anno. Il periodo a venire sarà tuttavia meno prevedibile in termini di direzione complessiva del mercato rispetto al passato, in quanto contrassegnato da una crescente diversificazione tra Paesi e settori. Un approccio che abbia quale obiettivo il rendimento offerto dal credito sovrano e corporate con duration breve sembra la proposta rischio/rendimento ottimale per investire sul mercato obbligazionario degli emergenti nel prossimo futuro".
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