Non combattete la Banca del Giappone

Inviato da Redazione il Gio, 02/05/2013 - 10:18
Non combattete la Banca del Giappone Di seguito pubblichiamo un commento di Christophe Bernard chief strategist di Vontobel, il quale consiglia di non andare contro la Bank of Japan, cos come tradizionalmente nessuno osa sfidare la Federal Reserve. Il 4 aprile la Banca del Giappone (BoJ) ha preso una decisione storica annunciando uno spettacolare programma di allentamento monetario per sconfiggere la deflazione. Il programma si articola sui seguenti punti: - portare il tasso di inflazione al 2% entro i prossimi due anni - raddoppiare la base monetaria tramite massicci acquisti di bond governativi giapponesi (JGB) - aumentare da tre a sette anni la maturity media dei JGB in portafoglio Lo tsunami di liquidit della BoJ fa miracoli Il tempo dir se le iniziative concertate fra il governo del primo ministro Shinzo Abe's e la BoJ, guidata ora da Haruhiko Kuroda, avranno successo. Le questioni in gioco sono molteplici: il Giappone vive una fase di deflazione pi che decennale, deve confrontarsi con trend demografici negativi e con una crescita economica fiacca. La risoluzione di questi problemi richiede riforme strutturali del mercato del lavoro. Nonostante la natura di lungo periodo di questi ostacoli, le iniziative delle autorit hanno gi ottenuto un miglioramento del sentiment di imprese e consumatori, il cambio dello yen sceso e i titoli azionari interni sono in rialzo. Questi trend probabilmente persisteranno fino a quando vi sar la chiara volont politica di conseguire questi obiettivi, indipendentemente dal risultato finale. Per i mercati finanziari spesso ci che importante il viaggio e non la destinazione. Il consiglio di Kuroda: acquistate azioni e immobili Il messaggio della BoJ agli investitori nipponici lampante: tempo di abbandonare la liquidit e i titoli di stato per passare a impieghi pi rischiosi, come azioni e immobili. Riteniamo che questa svolta vada a beneficio dei mercati a reddito fisso esteri e delle obbligazioni giapponesi. Inoltre, se non interverranno ulteriori fattori, essa probabilmente sosterr i mercati azionari in tutto il mondo e limiter il rischio di ribasso a breve termine determinato dal ristagno dell'economia globale. A prescindere dalla reazione dei mercati, il nuovo corso della BoJ non senza rischi. Naturalmente una forte contrazione della domanda di JGB provocherebbe un'impennata dei tassi di interesse nella terza economia del pianeta, determinando acquisti della BoJ che copriranno del tutto le esigenze di finanziamento del governo. Si parla di monetizzazione del deficit, un anatema per la sempre pi sparuta schiera di banchieri centrali conservatori, secondo i quali gli istituti dovrebbero concentrarsi in primo luogo su obiettivi tradizionali come la tutela della stabilit dei prezzi. Allora: come mai un allentamento monetario tanto aggressivo non ha determinato alcun rialzo dell'oro, che poco dopo l'annuncio della BoJ, contro ogni previsione, ha sofferto una delle pi rovinose cadute della sua storia? Riteniamo che l'ennesima occasione mancata per l'oro di reagire a notizie favorevoli rappresenti esattamente la ragione per cui il sentiment degli investitori si cristallizzato in un'improvvisa corsa alle vendite. Inoltre ci potrebbe essere anche una risposta molto semplice: dopo una corsa pi che decennale e afflussi di denaro notevoli, viene a mancare ora l'acquirente marginale. Questo significa che il mercato toro per il metallo giallo terminato? La risposta potrebbe essere s, se le banche centrali riusciranno a porre fine alla politica monetaria espansiva prima che l'inflazione riparta. La risposta potrebbe invece essere no se l'inflazione eroder la fiducia nelle valute cartacee. In ogni caso l'attuale equilibrio fra domanda e offerta richiede una notevole richiesta di investimento in oro, che probabilmente diminuir nel prossimo futuro. Il metallo prezioso, il cui prezzo attualmente di 1425 dollari l'oncia, trover molto probabilmente un supporto verso quota 1100-1200 dollari, cio al livello in cui le miniere meno efficienti cominceranno a tagliare la produzione.
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