Negli emergenti rendimenti sostenibili grazie ai dividendi

Inviato da Redazione il Mar, 26/02/2013 - 13:28
Negli emergenti rendimenti sostenibili grazie ai dividendi L´esito delle elezioni italiane, come dimostra la risposta odierna degli investitori, sembra aver riportato la speculazione sui listini azionari del Vecchio Continente. Le prossime settimane e forse anche i prossimi mesi sembrano così destinati a riportare al centro dell´attenzione degli investitori la crucialità della diversificazione del proprio portafoglio in un´ottica di riduzione complessiva del rischio e come ritorno sull´investimento stesso. Partendo da questi presupposti, di seguito pubblichiamo un´analisi di Manu Vandenbulck, Senior Portfolio Manager Equity Value, ING Investment Management, sui mercati emergenti e sui possibili rendimenti sostenibili che potrebbero essere ottenuti con un investimento in tale direzione. Fino a qualche anno fa i mercati emergenti non comparivano tra gli investimenti preferiti di un investitore alla ricerca di ritorni stabili. Dopo tutto, le società attive in questi paesi preferivano destinare i profitti alla crescita piuttosto che a distribuire valore agli azionisti. E questo ha portato alla percezione che un simile investimento fosse maggiormente indicato per chi era alla ricerca di un ritorno in conto capitale. Tuttavia, a seguito della crisi asiatica e di altre crisi susseguitesi negli anni ´90, le aziende nei paesi emergenti hanno realizzato come un allineamento degli interessi con i propri azionisti sia cruciale e hanno quindi iniziato ad abbracciare la cultura dei dividendi, dando priorità alla liquidità di cassa e a una gestione più prudente. Nel 2012, le società che operano nelle economie emergenti hanno distribuito sotto forma di dividendi circa il 35% degli utili realizzati, un terzo in più rispetto al 2000. Questo dato è significativo in termini di sostenibilità dei dividendi nel lungo periodo, elemento sostenuto ulteriormente dal buono stato di salute dei bilanci, con un tasso di indebitamento medio inferiore rispetto a quelli dei paesi sviluppati. Anche se nelle economie occidentali il livello medio dei dividendi tende a essere più alto, le azioni dei mercati emergenti, oltre ai benefici in termini di diversificazione, offrono un maggiore potenziale di crescita dei dividendi anche grazie alla profittabilità più elevata. Con il passere del tempo, le società dei paesi emergenti sono diventate più investibile anche grazie alle loro politiche di distribuzione degli utili e alla maggiore sensibilità verso gli azionisti, rappresentata anche dallo sviluppo degli aspetti di contabilità. Il numero di queste aziende che paga un dividendo è aumentato significativamente nel corso dell´ultimo decennio e oggi sono oltre 600 le società negli emergenti che danno un dividendo superiore al 2% e che sono sufficientemente liquide per i criteri degli investitori istituzionali. Quando però si approccia questo segmento di mercato l´esperienza è fondamentale. Le politiche dei dividendi negli emergenti sono abbastanza volatili, in quanto calcolate come percentuale dei profitti. In paesi come il Brasile o Taiwan le società sono obbligate per legge a distribuire parte degli utili sotto forma di dividendi. Questo aumenta sicuramente l´universo investibile, ma di per se non è sinonimo di sostenibilità. A Taiwan, per esempio, molti dei titoli sono ciclici e con elevata sensibilità alla domanda globale, di conseguenza utili e dividendi sono molto volatili. E inoltre vi sono ancora molte società con carenze in termini di corporate governance o di disciplina finanziaria, fattori molti importanti per che investe sui dividendi. Le buone società con politiche dei dividendi realmente sostenibili possono essere identificate solo dopo un´attenta analisi fondamentale. Così come è determinante la comprensione dei rischio geopolitici e macroeconomici. Dal nostro processo di selezione dei titoli non escludiamo società a partecipazione pubblica, considerato che molti Governi sono soliti beneficiare dai flussi costanti garantiti dai dividendi per ragioni politiche, sostenere i programmi e rispettare gli impegni presi. In India, per esempio, le società partecipate dallo Stato hanno ricevuto la richiesta di aumentare la distribuzione degli utili. E insieme agli azionisti di maggioranza, anche quelli di minoranza beneficiano di queste dinamiche.
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