Mercato obbligazionario 2014: più simile al 2004 che al 1994

Inviato da Redazione il Ven, 17/01/2014 - 10:36
Mercato obbligazionario, più simile al 2004 che al 1994 Di seguito pubblichiamo un commento di mercato di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas. Con l´avvio del tapering Usa, l´esperto traccia le prospettive per il 2014 del mercato obbligazionario. A suo avviso, la fase attuale è simile a quella che ha caratterizzato il 2004. Allora la Fed decise di mantenere mantenuto i tassi attorno alla soglia dell´1% per la maggior parte dell´anno. Oggi come allora, la Banca Centrale americana appare intenzionata a non alzare eccessivamente i tassi di interesse. Tale rischio è infatti mitigato da alcuni fattori rassicuranti. Tuttavia quest´anno sarà fondamentale monitorare da vicino la dinamica dell´economia americana e osservare con molta attenzione ogni fattore in grado di scaturire un trigger event che possa indurre la Fed a cambiare la sua politica monetaria. Da quando è iniziato il 2014, gli investitori che finora ho avuto modo d´incontrare hanno focalizzato la loro attenzione sulle prospettive del mercato obbligazionario a seguito dell'avvio del tapering della Fed. A questo proposito, sono stati numerosi i confronti effettuati con il "massacro obbligazionario" del 1994, quando i tassi a 10 anni erano cresciuti di 200 punti base nel corso dell´anno. Riteniamo che difficilmente si possa ripetere uno scenario simile. Nel 1994, i mercati furono colti di sorpresa dalla velocità e dall´intensità delle restrizioni monetarie intraprese dalla Fed, che a partire dal febbraio di quell'anno alzò i tassi di 300 punti base nel giro di 12 mesi. Se l´allora capo della Fed Greenspan spese gran parte di quell´anno cercando di restaurare la credibilità della Banca Centrale nel suo ruolo anti inflazionista, è basso il rischio che la Fed possa dar luogo ad una sorpresa di tal tipo in questa occasione. Attualmente l'inflazione rappresenta un fattore di rischio minore rispetto al 1994 e il nuovo governatore, anzi la nuova governatrice, Janet Yellen non correrà il rischio di mettere in discussione la ripresa economica a causa di una politica monetaria aggressiva sui tassi d´interesse. Riteniamo che una situazione più vicina a quella attuale sia quella attraversata dai mercati obbligazionari nel 2004. In quel periodo, il mercato riteneva che la Fed avrebbe mantenuto i tassi attorno alla soglia dell´1% per la maggior parte dell´anno. Ma la Fed aveva cominciato a preparare i mercati ad un inasprimento monetario ad aprile e in effetti alzò il livello dei tassi a giugno. Sebbene i mercati obbligazionari registrano un calo, la reazione fu attenuata rispetto al 1994. In effetti il rischio di un eccessivo rialzo dei tassi sovrani americani è mitigato da alcuni fattori rassicuranti. Come già evidenziato in precedenza, il rischio di una sorpresa in politica monetaria è debole rispetto agli anni passati. La Fed ha dichiarato con chiarezza che non attuerà una politica di aumento dei tassi fino a quando non vedrà dei sostanziali miglioramenti sul mercato del lavoro. Per questo motivo un´impennata dei tassi di interesse è un qualcosa di poco realistico prima del 2015. In generale, rimaniamo tuttavia del parere che il compito della Fed sarà molto più difficile quest´anno non appena la crescita comincerà ad accelerare. In sintesi, una crescita economica più robusta conduce sempre a tassi più alti. Ma quello che conterà molto sarà il ritmo con cui i tassi aumenteranno. Fino ad ora la Fed è riuscita a mantenere i tassi a breve termine su livelli molto bassi. In ogni caso, il suo compito diventerà molto più difficile non appena si avvicinerà la fine del QE e i mercati cominceranno ad anticipare il rialzo dei tassi. E´ questo il vero motivo per cui riteniamo che un aumento dei tassi governativi americani più rapido del previsto sia uno dei principali rischi che i mercati dovranno affrontare verso l´estate. Come conseguenza di quanto detto, stimiamo un´ulteriore fase di debolezza per gli EM FX ed un parallelo rafforzamento del dollaro. In conclusione, prendendo spunto dal 1994 e dal 2004, ci sono due grandi lezioni da imparare: 1) è pericoloso dare troppo per scontate le azioni future della Fed e 2)la Fed può cambiare politica molto più rapidamente di quanto si possa prevedere. Di conseguenza, quest´anno sarà fondamentale monitorare da vicino la dinamica dell´economia americana e osservare con molta attenzione ogni fattore in grado di scaturire un trigger event che possa indurre la Fed a cambiare la sua politica monetaria.
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