Mercato azionario sopravvalutato? Solo un po´ e non dappertutto

Inviato da Redazione il Mer, 17/09/2014 - 10:24
Mercato azionario sopravvalutato? Solo un po´ e non dappertutto Guardando ai dati storici il rapporto prezzo/utili depurato degli elementi ciclici (Cape) risulta circa una deviazione standard al di sopra della media di lungo periodo dal 1870. Oggi il cosiddetto P/E di Shiller si trova a 26 punti ma nel 2000 ha toccato un massimo a 46. Nessun confronto è possibile con il contesto di allora". Inoltre lo stesso Cape presenta differenze nelle varie aree geografiche: "A livello globale il listino statunitense risulta il più caro e anche alcuni Paesi emergenti si attestano sopra la media di lungo periodo ma con deviazioni meno significative. Il listino tedesco, dopo la recente flessione, è tornato a essere correttamente valutato. Le altre Borse europee presentano valutazioni ancora più eque e molte risultano anche particolarmente attraenti. E in ogni caso - prosegue Naumer - valutazioni elevate non indicano necessariamente che siamo vicini a una severa correzione. Al contrario la storia insegna che i mercati azionari possono sopportare livelli di valutazione elevati per diverso tempo". Dunque ancora azionario nonostante la Federal Reserve? "Nonostante l´annuncio di un primo possibile rialzo dei tassi nel 2015, la Fed resterà ancora a lungo ´dietro la curva´. In un contesto di congiuntura economica solida ci attendiamo un proseguimento (anche se meno dinamico) della tendenza rialzista in atto dalla primavera del 2009". Una previsione positiva che si estende anche alle altre aree geografiche: "Il contesto economico e monetario dovrebbe continuare a favorire le asset class più rischiose e più redditizie, anche le azioni. In un contesto di rendimenti reali modesti, i dividendi dovrebbero continuare a rappresentare una componente fondamentale dei rendimenti azionari totali". A livello settoriale i settori ciclici sono moderatamente da preferire. Da sovrappesare anche titoli finanziari e tecnologici. Positività anche alle azioni che distribuiscono dividendi elevati mentre potrebbe affievolirsi il rally dei titoli minori.
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