Mercati nervosi e demoralizzati. Forse troppo?

Inviato da Redazione il Mer, 15/10/2014 - 11:48
Mercati nervosi e demoralizzati. Forse troppo? Anche gli indici azionari americani, nonostante la maggiore solidità finora dimostrata dall´economia americana, hanno subito una netta correzione. L´indice S&P500 si ritrova sui livelli del maggio scorso, ben oltre sette punti percentuali più in basso rispetto ai massimi di settembre. Fiato corto dovuto alla fine prossima del Quantitative easing? Timori per l´indebolimento della crescita mondiale e per le variabili geopolitiche e sanitarie (Is ed Ebola in primis)? Ciascun singolo elemento ha dato il suo contributo al movimento al ribasso delle Borse iniziato lo scorso 19 settembre. Due possibili evoluzioni Una situazione che potrebbe continuare secondo Chris Iggo, chief investment officer di Axa Investment managers "se le banche centrali non interverranno ulteriormente per fronteggiare il calo delle aspettative inflazionistiche". Esiste tuttavia un´altra possibilità: "Potrebbe benissimo verificarsi un ulteriore cambio di umore, con gli investitori che guardano ai mercati azionari e al segmento high yield per incrementare le performance prima della fine dell´anno". Messa così assomiglia molto al tradizionale rally di Natale. Possibile, sì, ma su quali basi? "Tranquillizziamoci!" è l´invito alla calma di Iggo. " I tassi sono bassissimi e il calo dei prezzi dell´energia su scala globale, soprattutto in questo momento dell´anno, viene considerato un fattore positivo poichè incrementa il reddito reale. I cittadini americani sono più ricchi E´ difficile prevedere una recessione dal nulla, a meno che la fase attuale di pessimismo non porti alla svendita degli strumenti rischiosi e alla distruzione della ricchezza finanziaria. Secondo il rapporto della Fed ´Financial accounts of the United States´ il patrimonio netto delle famiglie è salito di 1.400 miliardi di dollari solamente nel secondo trimestre grazie all´aumento dei prezzi di titoli e immobili. Le famiglie dovrebbero quindi essere molto fiduciose sulla loro ricchezza, almeno negli Stati Uniti". I quali trovano sostegno anche nel buon andamento del mercato del lavoro. Azionario e high yield in caso il sentiment cambi "Non voglio sottostimare i rischi per la crescita - conclude lo strategist di Axa im - non mancano fattori di debolezza soprattutto su scala globale. Penso che a breve ci saranno buone occasioni di acquisto di asset rischiosi. Chi ha accesso ai dati Bloomberg dovrebbe confrontare l´indice S&P500 con l´indice high yield total return negli Stati Uniti. La correlazione è alta e gli indici reagiscono agli stessi fattori nello stesso momento. Il fatto è che proprio le aspettative attualmente poco ottimistiche potrebbero favorire un rimbalzo del sentimenti, quindi con acquisto di azioni e high yield".
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