Mercati azionari: Europa e Giappone, fondamentali ben impostati per le prossime settimane

Inviato da Redazione il Lun, 15/09/2014 - 10:17
La produzione industriale e le vendite al dettaglio cinesi nel mese di agosto hanno deluso e i mercati azionari europei hanno aperto le contrattazioni in territorio negativo. Le azioni del Vecchio continente rimangono tuttavia tra gli asset preferiti di Philippe Uzan, chief investment officer di Edmond de Rothschild asset management, insieme a quelle giapponesi e alle attività in dollari Usa. "La nostra view di mercato - scrive lo strategist in un report - non è cambiata molto. I trend fondamentali sono ancora in essere". Uzan fa riferimento a quattro elementi principali: - la crescita statunitense nel secondo trimestre "che ha dimostrato come la discesa del pil nei primi tre mesi dell´anno sia stata un´eccezione"; - la debolezza della Germania "che tuttavia arriva dopo un primo trimestre forte e con un indice Pmi sopra i 50 punti" e quindi ancora in area di espansione; - gli indicatori misti dell´economia giapponese ma "con un evoluzione dei salari che potrebbe trasformarsi in qualcosa di importante e con una Banca centrale molto attiva nelle politiche di quantitative easing; - il miglioramento dei Paesi emergenti, asiatici in particolare "nonostante i dati macro in arrivo dalla Cina siano misti". "Lo scenario monetaria globale - prosegue Uzan - rimarrà accomodante ancora per un lungo periodo (molto probabilmente per i prossimi dodici mesi. In un contesto simile tre asset class appaiono particolarmente attrattive guardando alle prossime settimane: - azionario giapponese: i driver fondamentali iniziano ad essere positivamente allineati. La discesa dello yen, un rimpasto di governo con l´obiettivo di accelerare il cammino delle riforme, il miglioramento degli utili nei mercati globali e la fine del periodo di consolidamento dopo un 2013 molto forte; - azionario europeo: l´elemento di forza principale sono i bassi tassi di interesse sui titoli di Stato che rendono attraente il rapporto rischio rendimento delle azioni del Vecchio continente. Le stime sugli utili sono più realistiche e il rapporto price to book rimane in media sotto quota 1, indicando l´esistenza di un potenziale di rialzo. La preferenza va a value stock e titoli ciclici e alle compagnie attive all´esterno dell´Eurozona che possano beneficiare della rivalutazione del dollaro; - asset in dollari: anche se un consolidamento appare necessario, il trend è chiaro ed è destinato a rinforzarsi.
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