Liquidità, liquidità, liquidità: la guida dei mercati che favorisce il carry trade sullo yen

Inviato da Redazione il Ven, 22/03/2013 - 10:40
Di seguito pubblichiamo un commento sui mercati di Carlo Mariani, responsabile dei servizi corporate di Saxo Bank Italia. L'esperto, specializzato in particolar modo nelle valute, evidenzia nella sua analisi come i mercati attualmente siano guidati dall'enorme liquidità immessa nel sistema dalle principali Banche centrali del Mondo. Tale variabile è capace di guidare i mercati più dei dati macroeconomici. Tuttavia dei cambi di peso e di importanza sul fronte valutario già stanno emergendo. Cipro si trova in prima linea sui mercati: la decisione del governo e della UE di tassare i depositi bancari determina sgomento nei mercati. "Attenzione alla volatilità che potrà scaturire da questa decisione, anche se al momento ritengo che i mercati non debbano cambiare scenario, in quanto la liquidità resta sempre l´elemento trainante", osserva Carlo Mariani, responsabile dei servizi corporate di Saxo Bank Italia. Liquidità sostenuta dalla prosecuzione delle politiche monetarie espansive attualmente portate avanti dalle principali banche centrali del globo. Liquidità che peraltro potrebbe ulteriormente essere incrementata, con alcune banche centrali, come la BOE e la BOJ, che potrebbero incrementare le misure di espansione monetaria per cercare di stimolare ulteriormente la crescita delle rispettive economie. "La BOJ sta lavorando sodo per cercare di creare attese di inflazione che porterebbero i tassi reali in territorio negativo: il recente peggioramento dello yen generato negli ultimi mesi dalle politiche monetarie della BOJ sta creando inflazione importata e l´azione della banca centrale è rivolta a migliorare il mercato azionario, rialzo guidato più dalle attese di prezzi più alti nel prossimo futuro che dagli utili delle imprese", dichiara Mariani commentando le ultime mosse della Banca giapponese. Anche la FED dovrebbe continuare a mantenere gli stimoli fino a qui utilizzati, soprattutto perchè in questo momento è maggiore il rischio di un peggioramento generato da una preventiva azione di uscita dalla politica monetaria di QE. "In questo ambiente, l´abbondante liquidità presente sul mercato si trova alla ricerca di allocazione ed i titoli della periferia della zona euro rappresentano un buon investimento, grazie a rendimenti interessanti e rischio ridotto, fintanto che il programma OMT resta operativo", argomenta il suo pensiero l´esperto. Situazione analoga anche in Europa, dove la BCE, ancora una volta, ha affermato che un ribasso dei tassi è stato discusso ma non è nell´aria. "Le dichiarazioni del tedesco Weidmann hanno chiaramente indicato che, al momento, la manovra non è prevista" mette in guardia Mariani, senza dimenticare che "tuttavia le stime di crescita della zona euro sono state recentemente ridotte, con la crescita che resta il problema principale". E agire sulla leva dei tassi, pur già ora ai minimi storici, potrebbe essere la carta per dare nuovo ossigeno al sistema economico del Vecchio Continente. Italia, paese chiave per l´euro La performance del mercato obbligazionario della zona periferica dell´euro è stata fino ad ora un buon indicatore per i movimenti dell´euro dollaro. "In questo momento, però, gli spread sui titoli italiani e spagnoli stanno fornendo segnali contrastanti per effetto delle elezioni italiane, che lasciano il mercato in una situazione di incertezza", evidenzia il responsabile dei servizi corporate di Saxo Bank Italia, aggiungendo come a suo avviso ora l´euro sia "fortemente correlato con l´andamento dello spread italiano e quindi, nel prossimo futuro, la performance italiana sarà importante anche per le oscillazioni della moneta unica". Gli operatori attendono che la politica italiana faccia chiarezza. "A mio avviso i mercati non stanno prezzando correttamente il rischio, poichè si aspettano la formazione di un governo e quindi non scontano il rischio di elezioni anticipate immediate" sostiene l´esperto di mercato valutario, quantificando nell´ordine del 10/15% le attuali possibilità di un ritorno al voto nei prossimi mesi. "Le elezioni anticipate, senza un cambiamento della legge elettorale, sono a mio avviso il peggior scenario possibile per l´euro e i mercati azionari" ricorda tuttavia Mariani, secondo cui tuttavia "un accordo comunque si troverà". Su quali punti? La soluzione temporanea avrebbe come obiettivo quello di fare la legge elettorale e poche altre riforme. "In questo scenario, i mercati azionari saranno ancora guidati dalla liquidità e quindi resteranno sostenuti", chiosa il responsabile dei servizi corporate di Saxo Bank Italia. I Mercati Ma quali potrebbero essere i risvolti pratici per quel che concerne il mercato delle valute? "Pur partendo dalla constatazione che tutte le principali Banche centrali sono ancora apertamente intenzionate a fornire liquidità al sistema, nelle ultime settimane mi sembra d´aver iniziato a vedere un cambio di atteggiamento degli investitori nei confronti del dollaro Usa", evidenzia l´esperto di valute della banca danese. Più nello specifico, Mariani nota come negli ultimi mesi il dollaro statunitense abbia smesso di essere la valuta di finanziamento del mondo, passando lo scettro "allo yen giapponese, moneta ora nuovamente sfruttata per aprire strategie di carry trade". Il perchè di questo cambio di atteggiamento verso il biglietto verde? "Non ci si deve dimenticare mai che i mercati viaggiano in anticipo di qualche mese sull´economia reale", incalza il responsabile di Saxo Bank, secondo cui" gli investitori, con le loro scelte, stanno prezzando il fatto che la Fed appare più avanti nella sua politica monetaria e questo si potrebbe tradurre in un cambio di rotta nei prossimi 6/9 mesi". E dunque, cosa attendersi a livello prettamente pratico? Queste le previsioni per le principali valute dell´esperto. L´euro dollaro, dopo aver raggiunto l´area 1,3500 - 1,3700 è sceso a quota 1,2800 - 1,300, ma dovrebbe poter ritornare verso l´area 1,3300 - 1,3500 nel corso dei prossimi mesi, guidato sempre dalla liquidità, che raggiungerà i titoli della periferia della zona euro; nel medio termine però il differenziale di crescita tra zona euro e Stati Uniti, nonchè gli eventi politici in Germania, dovrebbero pesare sull´euro e permettergli di raggiungere quota 1,2000 - 1,2300 verso la fine del 2013. Continuiamo ad essere negativi invece su JPY e GBP, che dovrebbero restare deboli. Confermo l´obbiettivo a quota 130,00 per EURJPY nella prima parte del 2013, mentre la sterlina potrebbe sperimentare un´ulteriore fase di debolezza legata alle decisioni di politica monetaria della BOE e arrivare oltre i minimi a quota 0,8900-0,8950. Il rapporto USDJPY dovrebbe raggiungere nel corso dei prossimi 6 mesi quota 105,00.
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