L'Europa rimane afflitta da diverse sfide ma alcuni segnali indicano che ci stiamo avviando verso una prospettiva più luminosa

Inviato da Redazione il Lun, 16/09/2013 - 09:56
L'Europa rimane afflitta da diverse sfide ma alcuni segnali indicano che ci stiamo avviando verso una prospettiva più luminosa Di seguito pubblichiamo un commento di Philip Dicken, Responsabile Azionario Europa di Threadneedle Investments. L´esperto esamina la situazione dell´economia della zona euro e quello che significa per le imprese europee, evidenziando come il miglioramento dei dati macro registrato nelle ultime settimane possano segnare l´inizio di una fase espansiva per la congiuntura del Vecchio Continente. Tale fattore, unitamente alle valutazioni contenute delle società europee, potrebbe dunque favorire una rivalutazione dei corsi delle azioni del Vecchio Continente. La ripresa Solo pochi mesi fa la zona euro era in crisi. Gli spread delle obbligazioni si stavano allargando, il contesto politico appariva fragile e le stime sugli utili erano in caduta. Era difficile intravedere qualcosa di positivo. Tuttavia, attualmente sembra che la situazione economica stia migliorando. Inoltre, le valutazioni sono interessanti. Secondo le stime di Eurostat, i 17 Stati membri dell'area dell'euro hanno mostrato una crescita destagionalizzata dello 0,3% nel secondo trimestre del 2013. Significativamente, la Germania, la più grande economia in Europa, ha visto una crescita dello 0,7%, ma anche la Francia ha performato, registrando sorprendentemente un buon valore pari a 0,5%. In Portogallo, l'economia è cresciuta per la prima volta in due anni e mezzo, di ben l´1,1%. Nel frattempo, la Spagna e il Portogallo hanno registrato un calo della disoccupazione, per la prima volta in due anni. Anche la fiducia delle imprese è in ripresa. Le società della zona euro sono più ottimiste di quanto lo sono state per 18 mesi. L'indice Markit PMI è cresciuto da 48,7 a 50,5 punti, portandosi al di sopra della soglia di crescita. Questo dovrebbe essere l´indice di un rialzo degli utili, che hanno subito un lungo periodo di revisioni negative. Inoltre, il ritmo del cambiamento è particolarmente interessante rispetto al mercato statunitense. Gli utili europei sono in calo del 4% su base annua (rispetto al calo del 2% registrato negli Stati Uniti), ma è chiaro, come mostra il grafico 1, che abbiamo raggiunto un punto di svolta. C'è stata anche qualche notizia migliore sul lato del consumo. La spesa dei consumatori nella zona euro si è stabilizzata nel primo trimestre del 2013 e ci sono segni che questo è proseguito anche nel secondo trimestre: • La fiducia dei consumatori è cresciuta a -17,4 punti nel mese di luglio, secondo la Commissione Europea, dai -18,8 punti del mese di giugno, battendo le attese del mercato che prevedevano un aumento a -18,30 punti. Il valore è stato il migliore da agosto 2011. • Le vendite di automobili in Germania, Francia e Spagna sono cresciute nel mese di luglio, mentre la flessione in Italia è stata la più bassa di quest'anno. Come stanno andando le società? Le imprese sono state notevolmente riluttanti a spendere nel corso dei tempi incerti della crisi europea e la spesa in conto capitale (come percentuale del PIL) è al suo livello più basso da più di 20 anni. In cima a questo, le attività di fusione e acquisizione (M&A) sono a un livello basso. Tuttavia, ora ci sono segnali che le transazioni sono in aumento poichè le aziende stanno diventano finanziariamente più sicure. I vantaggi del consolidamento del settore e i finanziamenti a buon mercato (per rischi sani) significano che molte operazioni intraprese ora avranno benefici durevoli per gli azionisti in termini di efficienza operativa, di potere dei prezzi e crescita delle vendite e dei profitti. Con i costi per i prestiti a livello basso, un aumento della fiducia da parte delle società dovrebbe guidare gli investimenti e le attività di M&A, sostenendo ulteriormente l'attività economica. Le valutazioni rimangono interessanti Mentre siamo in qualche modo oltre le basse valutazioni del 2009, le azioni europee hanno tenuto verso gli Stati Uniti e il Regno Unito e appaiono a buon mercato rispetto al passato. Conclusione L'Europa rimane afflitta da diverse sfide, sia in termini di politica, che da parte delle istituzioni della zona euro o dalla risposta delle autorità alla crisi. Certamente, se si voleva creare un´area economica pari al 17% del PIL mondiale, allora non si dovrebbe iniziare da qui. Tuttavia, crediamo che ci siano segnali che ci stiamo avviando verso una prospettiva più luminosa.
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