L'Europa ha il coraggio di sognare?

Inviato da Redazione il Gio, 10/10/2013 - 13:06
L'Europa ha il coraggio di sognare? Di seguito pubblichiamo un commento di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas. L´esperto evidenzia come in occasione di un suo viaggio in Irlanda abbia notato dei segni di miglioramento del sentiment degli investitori, elemento che interessa più in generale il mood in tutta Europa. Secondo Beffy questo rinnovato ottimismo potrebbe tradursi , nei prossimi trimestri, in un aumento degli acquisti di beni durevoli e in un´accelerazione degli investimenti. Ecco dunque che dopo un´estate particolarmente positiva per i mercati Europei, nuove certezze sembrano poter confermarsi nel contesto attuale. In occasione del mio soggiorno in Irlanda per continuare a presentare il nostro outlook globale ho notato che, sebbene gli investitori europei siano ancora prudenti, il sentiment degli investitori irlandesi, ma anche del paese in generale, indica un miglioramento della situazione economica del paese. In assenza di timori su un'implosione della zona Euro o di un rialzo delle imposte, una reale impressione che l'economia irlandese stia per ripartire scuote la fiducia infondendo la speranza che il momento peggiore sia alle spalle. Sebbene in Europa permangono dei problemi strutturali a cui trovare soluzione, il mood che si percepisce in Irlanda si è generalizzato in tutto il continente come indica il miglioramento, registrato negli ultimi 12 mesi, dalla fiducia delle famiglie e dei direttori di impresa. Riteniamo che questo rinnovato ottimismo potrebbe tradursi , nei prossimi trimestri, in un aumento degli acquisti di beni durevoli e in un´accelerazione degli investimenti. Tuttavia dato che l´Europa sta uscendo da anni di forte crisi, gli europei preferiscono restare prudenti per essere sicuri di non sognare e che la ripresa è veramente reale. Per tal motivo, il consensus sarà, dunque, particolarmente sorpreso dal miglioramento che i leading indicators potrebbero registrare nei prossimi mesi. Dopo un´estate particolarmente positiva per i mercati Europei, nuove certezze si confermano nel contesto attuale: i governi hanno messo un freno alle misure di austerità, le condizioni finanziarie si sono stabilizzate, i leading indicators sono tornati in positivo e i mercati, in un contesto di ripresa ciclica, si sono desensibilizzati al newsflow politico e alle sfide sul debito sovrano. Nonostante il mood europeo stia andando in questa direzione, riteniamo che l'ampiezza del rimbalzo ciclico sull'Europa sia ancora sottostimata. Nonostante l´outlook sia positivo, ci sono alcune zone d'ombra all´orizzonte, come il basso livello di utilizzo della capacità produttiva, il deleveraging delle economie europee, la prospettiva di una crescita del terzo trimestre più bassa rispetto ai buoni risultati dei mesi precedenti, il basso livello di concessione di credito, che ci suggeriscono una certa prudenza riguardo in merito all´accelerazione ciclica. In ogni caso, storicamente, le precedenti fasi di ripresa economica sono sempre state accompagnate da una significativa accelerazione degli investimenti, nonostante una capacità produttiva sotto-utilizzata, i processi di delevaraging in corso e il basso livello di concessione di credito alle imprese. Inoltre, il nostro indicatore sul commercio mondiale (ELIT), che prende in considerazione le componenti più cicliche dei cicli economici, nell´ultima settimana ha registrato un ulteriore miglioramento sia in Europa che a livello mondiale. La dinamica resta particolarmente forte in Italia ed in Spagna, un dato che è coerente con la nostra view, secondo cui è in atto un accelerazione degli investimenti da parte delle imprese in Europa, e che rafforza il nostro outlook in merito ad un miglioramento ciclico superiore alle stime nei prossimi trimestri. Sebbene i timori relativi al debito sovrano nella zona euro non siano ancora del tutto sopiti, in un contesto in cui le economie europee stanno andando incontro a sfide strutturali si aprono spiragli per un significativo miglioramento delle condizioni economiche. Nonostante ciò possa apparire un miraggio dopo molti anni di problematiche politiche, fiscali e monetarie, non dobbiamo sottovalutare come il clima di rinnovata fiducia potrà servire da supporto per un miglioramento ciclico superiore alle attese. La settimana prossima, durante la mia permanenza negli Stati Uniti, avrò modo di osservare come gli investitori americani stanno affrontando il primo blocco dei servizi pubblici dai tempi di Bill Clinton e come giudicano l´impasse politico in atto. Dalle reazioni dei mercati, si evince un'attesa del lieto fine. Anche da un punto di vista esterno è molto difficile stimare un default degli Stati Uniti , in assenza di un accordo sulla riforma sanitaria, resta possibile lo scenario di una profonda crisi politica o costituzionale.
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