Le parole di Bernanke sull´uscita anticipata dal QE potrebbero avere un effetto positivo sul dollaro USD

Inviato da Redazione il Lun, 24/06/2013 - 11:05
Le parole di Bernanke sull´uscita anticipata dal QE potrebbero avere un effetto positivo sul dollaro USD Di seguito pubblichiamo un estratto del report settimanale dedicato al mercato delle valute elaborato dal Research team di MIG Bank. A detta degli esperti dalla più grande banca svizzera specializzata nel trading online sul forex la riunione del Fomc della scorsa settimana ha segnato un nuovo calcio d´inizio per le prospettive dei mercati. Se l´economia statunitense sta vivendo una fase di stabilizzazione grazie al traino offerto dal comparto immobiliare, dall´altra i rischi di rallentamento congiunturale della Cina potrebbe agire come come detonatore sulle sorti dell´economia globale. In questo contesto i commenti della Fomc e le condizioni di ipervenduto che interessano l´US Dollar Index potrebbero sostenere una ripresa delle quotazioni del biglietto verde. Se da una parte le nostre indicazioni sull´andamento della prima metà dell´anno sono state rispettate, dall´altra la riunione della Fed di mercoledì scorso ha segnato un nuovo calcio d´inizio: mentre assistiamo ad una stabilizzazione dell´economia americana trainata dal settore immobiliare, il deterioramento delle condizioni della Cina (afflitta sia da un visibile rallentamento del tasso di crescita che da una situazione di credit-crunch) potrebbe agire come detonatore sulle sorti dell´economia globale. Sulla base del comunicato pubblicato dal FOMC, si prevede una riduzione dei rischi legati al mercato del lavoro e all´economia in generale, nella consapevolezza che il "soft-patch" dell´andamento Usa sia imputabile alle misure di austerity (come il sequester e l´incremento delle trattenute in busta paga) oltre che alla fine della ricostruzione delle scorte e alla recente debolezza dei mercati emergenti. Per tali motivi, Bernanke ha reiterato i propri timori relativamente al rischio di formazione di una bolla sugli asset che si sono apprezzati maggiormente: sia i rialzi dei rendimenti sui titoli che una pausa nel rally del mercato azionario sono i benvenuti. I commenti della Fed sull´inizio della riduzione del QE unite alle condizioni di ipervenduto a breve termine dell´US Dollar Index ci portano ad affermare che siamo agli inizi di una nuova fase di rafforzamento del dollaro USD che può contare su di un´ampia base. Nel medio termine ci aspettiamo che il cambio EURUSD possa tornare ai minimi del 2012 (1,2662): generalmente continuiamo a prediligere posizioni corte nei confronti di quelle monete le cui banche centrali hanno in programma nuovi stimoli monetari per il prossimo futuro: tra le divise maggiori, il dollaro AUD è quella che dovrebbe essere più penalizzata (nonostante un possibile rimbalzo di breve termine, le condizioni di ipervenduto e le incertezze riguardanti I tempi effettivi di riduzione del QE della Fed dovrebbero confermare un ulteriore calo di medio termine del cambio AUD USD verso 0,82) così come dovrebbe perdere terreno anche il cross GBPUSD, per quanto l´attivismo del neo governatore Carney dovrebbe comunque essere limitato. Continuiamo a ritenere che l´estrema determinazione della BNS nel mantenere il tasso EURCHF per lo meno a 1,20 segnali un immediato stop-loss per le posizioni Long. D´altra parte, ogni miglioramento significativo nella ripresa economica europea potrebbe determinare una fuoriuscita di capitali dai forzieri svizzeri con un possibile apprezzamento della moneta unica fino a 1,2650-1,3000: pertanto ogni ritorno a 1,22-1,21 potrebbe essere considerato un punto d´ingresso di medio termine. Riduzione delle posizioni Short sullo yen: in previsione delle elezioni del 21 luglio si possono escludere ulteriori debolezze.
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