Le opportunità in offerta sui mercati, tra bolla obbligazionaria e potenziale guerra delle valute

Inviato da Redazione il Gio, 28/02/2013 - 08:54
Le opportunità in offerta sui mercati, tra bolla obbligazionaria e potenziale guerra delle valute Di seguito pubblichiamo un´analisi sull´attuale scenario dei mercati finanziari e delle prospettive in campo obbligazionario e valutario elaborato da Fishwick, Head of Macro and Equities Investments. L´esperto ritiene che la sfida attuale per gli investitori risieda nell´interazione tra segnali di valutazione di medio termine e la natura della recente price action. A suo avviso infatti il maggior rischio oggi per chi ha una prospettiva di lungo termine sarebbe ignorare i segnali di valutazione interessanti. Nella seconda metà del 2012 c´è stato un rally generale di tutti gli asset più rischiosi come azioni e obbligazioni societarie, mentre gli asset percepiti come ´porti sicuri´, tra cui titoli di Stato e valute ritenute solide come Yen e Dollaro USA, hanno registrato deboli performance. La caratteristica più importante del periodo, tuttavia, non va cercata nel rally in sè, ma nella sua natura: ci può essere stato un rally dei mercati azionari, ma non c´è stata una vera correlazione tra essi. Nella maggior parte dei casi, la performance degli asset è stata guidata da fattori eterogenei, più da elementi tipici per una singola asset class, che da temi macroeconomici più generali che coinvolgono tutti gli asset. Questa particolarità può essere interpretata come il risultato di una rimozione (o riduzione) dei rischi sistemici percepiti dagli investitori. Il tipo di evento che nel 2008 ha minacciato tutto il sistema finanziario, con rischi estesi a tutti gli asset finanziari, ha dominato la psicologia degli investitori con i timori che si sono spostati dalle istituzioni finanziarie ai titoli di Stato europei. Queste preoccupazioni non sono scomparse, ma le parole di Mario Draghi e degli altri policymaker internazionali hanno rassicurato gli investitori del fatto che questi rischi fossero ridotti. Si tratta di uno sviluppo incoraggiante per quelli che, come noi, ritengono che puntare sul valore apra la strada nel lungo termine ai buoni rendimenti, e interpretano le anomalie di valutazione tra mercati azionari e obbligazionari come causate dalle paure degli investitori piuttosto che dai fondamentali. C´È UNA BOLLA SUL MERCATO OBBLIGAZIONARIO? Molti commentatori di mercato sono centrati sulla questione se ci sia una ´bolla´ sui mercati obbligazionari globali, in particolare in riferimento alle obbligazioni governative occidentali. I rendimenti reali prevalenti sono decisamente poco interessanti (negativi in alcuni casi), e la sfida a livello di analisi è capire se questi bassi rendimenti reali in offerta sono uno spostamento strutturale, necessario per la creazione di crescita, o ´un incidente che aspetta di accadere´. La nostra percezione è che le vere bolle in genere non sono accompagnate da così tanti commentatori che le descrivono, ma che gli attuali rendimenti offrono ben poche possibilità di ottenere i rendimenti registrati negli ultimi anni. Da qualche tempo, c´è stato un cambiamento di tono tra i commentatori dei mercati con una maggiore enfasi data ai pericoli di avere in portafoglio bond. Se chi investe in obbligazioni dovesse continuare a registrare poveri rendimenti mentre le azioni performano con forza, ci potrebbe essere un cambiamento rispetto al desiderio di ´preservazione del capitale ad ogni costo´ che ha caratterizzato il comportamento degli investitori negli anni recenti. "LA GUERRA DELLE VALUTE" E LE POLITICHE DELLE BANCHE CENTRALI Un´altra area che stiamo seguendo da vicino sono le potenziali implicazioni delle meno omogenee politiche delle banche centrali globali, in particolare rispetto ai tassi di cambio. Uscendo da un periodo in cui c´è stato un certo consenso riguardo all´importanza di controllare il target di inflazione e l´uso della politica monetaria per ottenere questo risultato, il 2012 ha mostrato segni della volontà di molte banche centrali di adottare politiche meno convenzionali. Se si dovesse tornare a un ambiente caratterizzato da politiche centrali molto divergenti e di "guerra delle valute", il mercato dei tassi di cambio potrebbe comportare un aumento della volatilità e delle opportunità connesse. CONCLUSIONI Al momento la sfida per gli investitori risiede nell´interazione tra segnali di valutazione di medio termine chiari - che favoriscono l´azionario rispetto agli asset ´sicuri´ - e la natura della recente price action. Si potrebbe argomentare che è successa la cosa giusta, ma c´è il rischio che sia successo in parte per i motivi sbagliati. Tuttavia crediamo che, mentre ci siano rischi più che comprovati per l´economia globale e che la price action suggerisca cautela, il maggiore rischio oggi per chi ha una prospettiva di lungo termine sarebbe ignorare i segnali di valutazione interessanti in offerta.
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