La fine del QE pone le basi per una normalizzazione delle curve dei rendimenti obbligazionari

Inviato da Redazione il Gio, 11/07/2013 - 10:25
La fine del QE pone le basi per una normalizzazione delle curve dei rendimenti obbligazionari Le ultime settimane di mercato hanno visto un balzo della volatilità in scia alle parole, ieri ammorbidite, di Ben Bernanke circa la possibilità che la Fed inizi a ridurre il proprio sostegno monetario dato all´economia Usa tramite i vari QE degli ultimi anni. Da poco è inoltre iniziato il secondo semestre dell´anno, fattore che associato al primo elemento potrebbe portare a una rotazione dei portafogli degli investitori. A tal riguardo, di seguito pubblichiamo l'asset allocation consigliata per il terzo trimestre dell'anno da Corrado Caironi, investment strategist di R&CA Ricercaefinanza.it, primo social network italiano riservato ai promotori finanziari. Sono molti gli analisti che in queste settimane si sono focalizzati sull'impatto a livello globale di un rialzo dei rendimenti obbligazionari, evento in contraddizione con le intenzioni delle banche centrali pronte a sostenere la politica dei tassi a zero in virtù di un trend economico che lascia intravedere un divario crescente tra le maggiori economie di Usa, Eurozona, Giappone e Cina. La posizione strategica del portafoglio non sembra sostanzialmente cambiata, anche se gli operatori hanno iniziato una decisa migrazione di flussi, sorpresi dall'atteggiamento riflessivo della Fed: la fine del QE ha messo le basi per una normalizzazione delle curve dei rendimenti obbligazionari (e infatti il mercato bond non ha recuperato come l'azionario). Al palo le due aree di Paesi Emergenti ed Eurozona (sulla prima prosegue l'incognita delle potenzialità di crescita economica e dell'andamento delle materie prime, sulla seconda la complessità politica ed economica) entrate in aree di valutazioni di forza attrattiva (i dati macro e i segnali di politica monetaria costituiscono il riferimento per la rotazione degli asset). Sembra ancora prematuro dare una risposta affermativa alla domanda se il nuovo corso della Fed abbia dato il via al tanto atteso travaso da Bond ad Equity, nonostante si sia avviato il processo di normalizzazione dei rendimenti. Ancora orientati al sottopeso e alla bassa duration (visto che la volatilità dei bond potrà continuare) le indicazioni di portafoglio obbligazionario propendono ancora per un maggior peso per i bond non governativi come le emissioni Corporate di grandi società con bilanci solidi. La diminuzione dei tassi di default e la necessità di diversificazione anche valutaria sostengono i titoli Investment Grade e High Yield Bond attraverso gestori che hanno dimostrato buona capacità di picking. La posizione tattica del portafoglio rimane vincolata a questi temi: a) portafoglio obbligazionario, confermato sottopeso duration bassa e diversificazione con Corporate Bond; b) portafoglio azionario, alleggerimento sul recupero degli indici che porti da sovrappeso a leggero sottopeso e nessuna preferenza relativa tra Usa, Giappone, area Euro e mercati emergenti se non per le osservazioni sulle valutazioni; c) sovrappeso liquidità. Nei prossimi mesi potremmo assistere ad un aumento del rischio di sorprese negative generate dal deleveraging appena iniziato, sotto il peso delle perdite accumulate dai portafogli obbligazionari dopo il rialzo dei rendimenti. In Europa troveremo a fine estate l'attenzione per le elezioni politiche tedesche e alle iniziative dei paesi periferici per il rilancio economico ed occupazionale. Dalle attese di un maggior vigore economico per il prossimo anno potrebbero giungere segnali anticipatori capaci di sostenere i settori prociclici delle aree sviluppate e di alcuni paesi emergenti, attivando un cambio di direzione dei flussi in uscita da queste classi di attivo. Risultati trimestrali: per le società Usa sono attesi profitti in aumento del 3% trimestre su trimestre, per le società Ue del 2% e per quelle dei paesi emergenti del 6%. Riteniamo che si stia avvicinando la fase di riaccumulo per gli Emerging Markets (seguire quelli dove le politiche di stimolo sono destinate ad aumentare). Settori:rimaniamo in attesa di rotazione verso settori più ciclici quali Oil&Gas, Basic Materials, Industrials ma solo dopo una conferma positiva di dati macro prociclici.
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