La crisi in Crimea per ora non incide, il favore si mantiene sull´azionario europeo ed italiano in particolare

Inviato da Redazione il Gio, 27/03/2014 - 12:22

La crisi in Crimea per ora non incide, il favore si mantiene sull´azionario europeo ed italiano in particolare Di seguito pubblichiamo un estratto del report mensile di marzo di Anima. La società di gestione del risparmio evidenzia come in questa fase stiano arrivando timidi segnali di crescita a livello macroeconomico anche per l´Italia. Gli esperti inoltre rimarcano come a livello internazionale, la crisi relativa a Ucraina e Crimea non ha finora destabilizzato più di tanto i listini del Vecchio Continente. In questo contesto Anima conferma la sua visione favorevole di medio periodo sui mercati azionari, con una preferenza particolare per i mercati europei. Quello italiano in particolare. Le tensioni internazionali intorno a Ucraina e Crimea allo stato attuale non sembrano spaventare più di tanto le Borse europee. Da parte nostra riteniamo che le due ragioni alla base della positività sui listini europei siano ancora presenti: da un lato il miglioramento delle condizioni macroeconomiche e dall´altro la politica monetaria accomodante adottata dalla Banca Centrale Europea, che continua a fornire un robusto sostegno alle valutazioni di tutte le asset class finanziarie. ANIMA, pertanto, conferma la sua idea a favore dei mercati azionari nel medio periodo, sulla base dell´andamento atteso sulla crescita: si riscontra, infatti, un miglioramento delle stime di espansione del Pil a livello globale ed un quadro macro che rivela dopo tanto tempo i segnali di un´evoluzione virtuosa. In particolare, il superamento della recessione nell´Eurozona trova conferme anche nel graduale progresso degli indicatori anticipatori, nonostante prosegua un certo divario tra dati reali e indicatori di sentiment. L´area geografica preferita in relativo resta, pertanto, quella dell´Eurozona - con un occhio di riguardo per l´Italia - ma la view risulta ancora positiva anche sul Giappone e neutrale su Stati Uniti e Paesi Emergenti. Nel frattempo il verdetto della Corte costituzionale tedesca che ha dato il via libera al Meccanismo europeo di stabilità (Esm) respingendo i precedenti ricorsi contro il fondo salva-Stati - insieme alle voci su un accordo tra Grecia e Troika su un nuovo prestito, hanno contribuito a creare ottimismo fra gli investitori. Al contrario, non hanno avuto un impatto rilevante i dati macroeconomici diffusi dall´istituto tedesco Zew sulle attese economiche in Germania (con l´indice sceso a marzo a 46,6 punti dai 55,7 punti di febbraio) e il dato sull´inflazione di febbraio negli Usa, salito dello 0,1% su base congiunturale, in linea con il dato del mese precedente, e dell´1,1% su base annuale. Le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nelle prime due settimane di marzo sono invece diminuite dello 0,5% a livello mensile, mentre sono cresciute del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2013. Mercati azionari, nell´Eurozona gli utili faticano a ripartire I dati macroeconomici europei relativi al quarto trimestre del 2013 si sono dimostrati generalmente più rosei delle attese (+0,3%) con un incremento simile tra i principali paesi: la crescita nel 2014, a riprova, è attesa positiva in Germania (+0,4%), in Francia (+0,3%) ed è confermata anche la stabilizzazione del contesto macro in Italia (+0.1%), dopo la più lunga recessione dal dopoguerra. Si conferma, inoltre, una concreta riduzione dell´inflazione europea e a riprova la BCE, nonostante non abbia ancora assunto iniziative, ha manifestato nuovamente di essere pronta a ulteriori azioni per evitare scenari deflazionistici. La dinamica degli utili continua al momento ad essere debole, in parte influenzata dai recenti movimenti valutari - ovvero il deprezzamento delle valute emergenti, del dollaro e la forza degli ultimi tempi della moneta unica -, che stanno ritardando il miglioramento delle stime degli utili per gran parte delle società esportatrici. Tuttavia, l´evoluzione delle condizioni macro si dovrebbe poi riflettere sulle attese degli utili. Si presenta invece vivace l´attività di fusioni e acquisizioni, anche grazie alla abbondante liquidità e alla capacità delle aziende di finanziarsi a tassi molto bassi. Per quanto riguarda il posizionamento dei fondi azionari europei, in termini settoriali, alla luce del miglioramento degli indicatori macroeconomici in Europa, resta confermata la posizione di sovrappeso sul settore finanziario. Inoltre, è stato aumentato il peso sul settore energetico a neutrale, per effetto del cambiamento di strategia degli investimenti da parte delle maggiori società petrolifere, che potrebbe concorrere a uno sviluppo della generazione di cassa e all´aumento dei dividendi. Il settore inoltre tratta a multipli relativamente bassi ed è poco detenuto dagli investitori. Abbiamo una visione positiva anche sul settore farmaceutico, considerata la sostenibilità della crescita delle vendite, derivante sia dai nuovi prodotti lanciati che dalle ricche pipeline dalle maggiori società. Inoltre, la solidità dei bilanci e l´alta generazione di Free cash flow favoriscono la crescita della remunerazione per gli azionisti. I fondi ANIMA mantengono invece una posizione di sottopeso sia sul comparto delle telecomunicazioni che dei consumi non discrezionali: nel primo caso, alla luce della permanenza di criticità a livello operativo e dell´alta incertezza sulle stime per il 2014; nel secondo caso, il sottopeso è giustificato dall´aumento dei tassi d´interesse e dalla svalutazione delle valute nei Paesi Emergenti.

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