La Cina è sempre più importante per sostenere la crescita dei Paesi emergenti

Inviato da Redazione il Gio, 18/04/2013 - 10:54
La Cina è sempre più importante per sostenere la crescita dei Paesi emergenti Di seguito pubblichiamo il report mensile sui mercati emergenti elaborato da Raiffeisen Capital Management. Il team di esperti della società di gestione evidenzia come con le flessioni patite nel corso del mese di marzo, la forbice tra mercati emergenti e consolidati si sia allargata ulteriormente a favore dei secondi. In un contesto che non vede particolari cambiamenti di rilievo sul fronte macroeconomico, per gli analisti allo stato attuale delle cose la Cina assume più che mai il ruolo di locomotiva della crescita per gli altri paesi emergenti. Per quanto riguarda invece i titoli obbligazionari dei Paesi emergenti, l´inflazione rimane la variabile da monitorare con particolare attenzione. A marzo i listini azionari della maggior parte dei paesi emergenti ha ceduto nuovamente - l´indice MSCI Emerging Markets ha perso quasi il 2%. Di conseguenza la "forbice" rispetto ai mercati azionari consolidati si è allargata ancora, poichè questi ultimi hanno guadagnato circa il 2% nello stesso periodo. Tra i paesi emergenti hanno subito notevoli perdite soprattutto le borse dell´Europa dell´Est, mentre alcuni mercati del sud-est asiatico nel frattempo avevano toccato addirittura nuovi livelli record. Nella seconda metà del mese hanno pesato sul sentiment di rischio globale in particolare gli sviluppi della crisi bancaria cipriota. Per quanto riguarda le prospettive congiunturali degli Emerging Markets (EM) c´è poco di nuovo da segnalare. Di recente, sembra essere leggermente migliorata la situazione economica, dopo i dati piuttosto deludenti di inizio anno. Nel complesso, si assisterà a una ripresa economica nei paesi emergenti probabilmente solo nella seconda metà del 2013. E anche riguardo a questo ci sono dei dubbi. Perchè al momento il rallentamento economico nella zona euro sembra accentuarsi e gli USA nei prossimi trimestri potrebbero indebolirsi più di quanto attualmente atteso dal consenso di mercato - i tagli alle spese moderati, ma, tuttavia, evidenti dovrebbero mostrare i propri effetti solo tra qualche mese. La Cina come destinazione delle importazioni diventa sempre più importante per la crescita di molti paesi emergenti In questo modo, la Cina assume più che mai il ruolo di locomotiva della crescita per gli altri paesi emergenti. Tra l´altro questi ultimi esportano quasi lo stesso volume di beni verso la Cina, negli USA e nella Zona Euro. La crescita delle importazioni in Cina è relativamente modesta - questo si evince dal calo abbastanza forte dei prezzi delle materie prime negli ultimi mesi. In particolare i paesi emergenti esportatori di materie prime (per esempio Brasile, Russia, Cile, Sudafrica) avranno quindi da combattere con una crescita piuttosto debole anche in futuro. Paesi come il Messico, l´India, la Thailandia o le Filippine, d´altra parte, mostrano prospettive di crescita decisamente migliori. Tuttavia, questo si rispecchia nei loro mercati azionari, con le rispettive valutazioni superiori alla media, se non addirittura in parte già troppo alte. I tassi d´inflazione di alcuni Emerging Markets sorprendono con valori più alti rispetto alle stime È curioso l´aumento inatteso dei tassi d´inflazione e l´imprevista persistenza di tali tassi elevati in alcuni Paesi emergenti in cui ci si attendono, per la verità, delle diminuzioni (per esempio Cina, Brasile, India). Se questo trend dovesse continuare, limiterebbe notevolmente il margine di manovra delle rispettive banche centrali e allo stesso tempo, potrebbe avere delle ripercussioni negative sui mercati obbligazionari EM. Perchè, dopo gli incrementi di valore degli ultimi anni, essi hanno raggiunto livelli di valutazione che non possono più essere definiti "a buon prezzo" e, quindi, sono più soggetti a sorprese negative di un certo peso sul lato dell´inflazione. Indipendentemente da questo, le obbligazioni dei Mercati Emergenti sono ancora la destinazione di elevati afflussi di capitale. Diventa interessante chiedersi, se in caso di flussi ridotti, confluiranno più mezzi nei mercati azionari dei paesi emergenti. Perchè nel breve non cambierà nulla nello scenario dei tassi bassi delle nazioni industrializzate sviluppate.
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