La campagna elettorale tedesca sta per entrare nel vivo, possibili tensioni anche sui mercati

Inviato da Redazione il Lun, 22/07/2013 - 09:51
La campagna elettorale tedesca sta per entrare nel vivo, possibili tensioni anche sui mercati Di seguito pubblichiamo l´outlook mensile di mercato di Mps Capital Services. Per il team Market Strategy del gruppo toscano gli ultimi trenta giorni sono stati caratterizzati da due fasi principali: le parole di Bernanke in tema di riduzione del piano di acquisti e il successivo ammorbidimento dei toni. In questo contesto, in Europa la Bce ha introdotto per la prima volta linee guida prospettiche. Ma il vero tema nelle prossime settimane in Europa appare essere la tornata elettorale tedesca in programma per settembre. Nei prossimi trenta giorni si entrerà infatti nel vivo della campagna elettorale tedesca in vista delle elezioni del 22 settembre. E questo potrebbe riproporre un temporaneo, benchè contenuto, rialzo dei tassi di mercato dell´area periferica. Gli ultimi trenta giorni sono stati caratterizzati da due fasi principali: inizialmente l´impatto delle parole di Bernanke in tema di riduzione del piano di acquisti. Successivamente il rientro di parti di tali effetti sulla scia di ulteriori dichiarazioni dello stesso Bernanke. In questo contesto i fattori di tensione in area Euro (in particolare Grecia e Portogallo) si sono in parte ridimensionati dopo un´accentuazione intorno a metà luglio. La BCE dal canto suo ha introdotto per la prima volta linee guida prospettiche, interrompendo l´usuale atteggiamento "never pre-committed" finora adottato. Proviamo a ripercorrere più in dettaglio i principali punti di attenzione prima elencati in estrema sintesi. Le parole di Bernanke di fine giugno (riduzione del piano di acquisti a fine anno ed interruzione intorno alla metà del 2014) hanno inizialmente comportato un rialzo dei tassi di mercato, ivi inclusi quelli sui mutui a lungo termine. Successivamente il governatore della Fed ha tenuto a precisare che non esiste un sentiero predefinito in tema di piano di acquisti e che in ogni caso l´operato Fed in tema di acquisti è ben distinto da quello sul tasso di riferimento per il quale l´eventuale rialzo si prospetta ben lontano nel tempo. Queste precisazioni hanno in parte calmato i timori degli operatori di una rapida riduzione dell´impatto espansivo della politica monetaria, mettendone in discussione la partenza a settembre. Il tenore dei dati macro finora pubblicati insieme al ritorno delle aspettative di inflazione decennali sopra la soglia del 2%, mantengono sempre settembre come il mese di possibile partenza della citata riduzione, ma le parole di Bernanke ne hanno enfatizzato il condizionamento ai dati macro che saranno pubblicati tra agosto e settembre. Quest´ultima percezione insieme a risultati di bilancio mediamente positivi e l´annuncio di ulteriori piani di buy back (si veda tra tutti quello di Morgan Stanley), hanno ancora aiutato i listini azionari a riposizionarsi sui massimi storici. In area Euro, lo scenario di tassi bassi o su livelli ancora inferiori "per un periodo esteso di tempo", ha rassicurato gli operatori sulle mosse future della BCE. Recentemente sono arrivate anche ulteriori aperture sul tema supporto alle Pmi, attraverso l´ammorbidimento dei criteri applicati per l´accettazione di ABS come collaterale, sebbene con partenza presumibilmente non prima di fine settembre. Contemporaneamente i due punti di maggiore attenzione in area Euro si sono i parte ridimensionati: da una lato il via libera alla tranche della Grecia (sebbene suddivisa in ulteriori tre tranche e subordinata alla prosecuzione di manovre di austerity) e dall´altro il possibile rientro della crisi di governo portoghese in vista di un patto di salvezza nazionale al momento ancora in fase di definizione entro il prossimo 21 luglio. Osservando i provvedimenti/eventi degli ultimi mesi in area Euro, ne emerge una tendenziale alternanza di atteggiamenti di maggiore o minore durezza da parte della Germania che però poi ha sempre rassicurato sulla volontà di mantenere unita l´area e di evitare provvedimenti drastici come ad esempio un´ulteriore ristrutturazione del debito greco. Ad alcuni paesi (Francia, Olanda e Spagna) è stato concesso più tempo per il raggiungimento del target del 3% di deficit/PIL con a latere piani di aiuto soprattutto alle imprese locali da parte di istituzioni tedesche, prime fra tutte la KFW. Nei prossimi trenta giorni si entrerà nel vivo della campagna elettorale tedesca in vista delle elezioni del 22 settembre. I sondaggi al momento segnalano la possibilità di una vittoria agevole dell´attuale coalizione che sostiene la Merkel. Tuttavia il periodo da monitorare con maggiore attenzione sarà soprattutto il mese antecedente la data delle elezioni, quando si comincerà a delineare un consenso più stabile e veritiero. Nel frattempo le due prossime riunioni BCE (1 agosto e 5 settembre) saranno importanti per frenare eventuali eccessi sul mercato obbligazionario. Le prime aperture BCE sul tema ABS (in vigore presumibilmente dopo le elezioni tedesche) lasciano intravvedere un quarto trimestre con maggior focus su temi collegati alla crescita. Nel frattempo, la scadenza elettorale tedesca potrebbe riproporre un temporaneo benchè contenuto rialzo dei tassi di mercato dell´area periferica. Laddove tali rischi si materializzassero, potrebbero comunque attenuarsi in vista della riunione BCE di inizio settembre. Sul fronte forex, è continuata e probabilmente è destinata ancora permanere la fase di oscillazione intorno al "baricentro di 1,30 da parte dell´euro/dollaro, con possibilità di spingersi nei prossimi giorni nuovamente nella parta bassa del range 1,27-1,32, nel caso in cui eventuali tensioni in fase preelettorale tedesca dovessero manifestarsi. Per il prossimo mese lo yen è atteso muoversi in linea con l´andamento degli asset rischiosi, con la possibilità di calo al di sotto di 128 in linea con la possibile discesa dell´euro/dollaro.
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