L´uscita dell´Italia dalla procedura di deficit eccessivo potrebbe liberare risorse fino a 20 miliardi di euro

Inviato da Redazione il Ven, 31/05/2013 - 11:25
L´uscita dell´Italia dalla procedura di deficit eccessivo potrebbe liberare risorse fino a 20 miliardi di euro Di seguito pubblichiamo un interessante studio elaborato dall´AIAF. Secondo l'Associazione Italiana degli Analisti Finanziari l´uscita dell'Italia dalla procedura per deficit eccessivo rappresenta un importante fattore di stabilità che dovrà tradursi in un maggiore stimolo alla crescita economica nell´ambito dei margini di manovra che si renderanno disponibili. Per gli esperti il sostegno alla crescita deve necessariamente passare dall´utilizzo di risorse economiche da recuperare attraverso una redistribuzione dei carichi fiscali in senso più equo e più favorevole all´occupazione, e una più concreta solidarietà in ambito europeo. Tali elementi potrebbero infatti liberare fino a 20 miliardi di euro di risorse. Sebbene ampiamente atteso, il via libera della Commissione Europea all´uscita dell´Italia dalla procedura per deficit eccessivo è un fattore di indubbia stabilità e può rappresentare un punto di svolta per la politica fiscale in Italia. I margini di manovra che si apriranno si potranno articolare su due fronti: 1) utilizzo degli spazi di deficit pubblico disponibili nell´ambito del mantenimento del limite del 3%; 2) richiesta di maggiore flessibilità all´Europa nella gestione contabile delle spese dirette a investimenti e sostegno alla crescita economica. Sul primo punto il margine di manovra deriva dalla possibilità di tenersi nei prossimi anni sul limite del 3% nel rapporto deficit/PIL. Le misure fiscali adottate nell´ultimo biennio vanno al di là del semplice raggiungimento di tale limite, con la previsione, ad esempio, di un deficit in ulteriore calo al 2,5% nel 2014. L´utilizzo del margine dello 0,5% nel prossimo anno libererebbe risorse per circa 8 miliardi di Euro Senz´altro si tratterebbe di un equilibrio precario e dipendente dallo scenario economico, ma l´attuale Documento di Economia e Finanza ha significativamente ridotto le stime di crescita dell´economia (-1,5% quest´anno, 0,5% il prossimo), rendendo l´ipotesi di una sorpresa negativa sul fronte economico più improbabile, anche alla luce della ripresa dell´economia mondiale e delle misure fiscali che dal 2013 si stanno mettendo in atto (pagamento dei debiti della PA, maggiori rimborsi in conto fiscale). Sul secondo punto le risorse potenzialmente liberabili sono più elevate, ma gli esiti sono maggiormente incerti. In seguito alla chiusura della procedura per deficit eccessivo, che sarà formalizzata dal Consiglio Europeo di fine giugno, l´Italia potrebbe ottenere di scorporare dal deficit, in tutto o in parte, la quota nazionale degli investimenti attivati in cofinanziamento con la UE per progetti transfrontalieri giudicati di importanza strategica. L´importo scorporabile va dai 7 ai 12 miliardi di Euro, ma il via libera spetta al Consiglio Europeo del prossimo 27-28 giugno. In tal senso risulterà cruciale l´azione di persuasione che il Governo italiano dovrà esercitare nelle prossime settimane, anche alla luce della flessibilità in termini di deficit concessa a Francia, a Spagna e all´Olanda ma non all´Italia, seppure a causa del nostro debito pubblico eccessivamente elevato. La politica economica del nuovo Governo Il totale delle misure elencate dal Presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo discorso programmatico alla Camera avrebbe un valore superiore ai 15 miliardi di euro, risorse che, se non si vuole superare il tetto del 3% in termini di deficit/PIL, andranno recuperate in altro modo. Come noto le fonti di finanziamento sono limitate. Tuttavia, esistono alcuni spazi di manovra sia sui conti nazionali che in ambito europeo. In ambito interno una minore spesa per interessi, l´accelerazione della spending review, la lotta all´evasione, le dismissioni del patrimonio pubblico e la riforma fiscale, con la razionalizzazione di detrazioni, deduzioni e contributi a famiglie e imprese. In ambito europeo, invece, l´uscita dell´Italia dalla procedura di deficit eccessivo potrebbe portare una maggiore flessibilità da parte delle autorità europee sui conti pubblici italiani: ad esempio attraverso una gestione "fuori bilancio" dei pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese, attraverso la pre-deduzione delle spese di cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali o attraverso la cosiddetta "golden rule" per escludere dal deficit le spese per infrastrutture considerate strategiche per il sostegno alla crescita e all´occupazione. L´ordine di grandezza di tali risorse è di diverse decine di miliardi. Il ruolo cruciale dell´Europa La strada della sempre maggiore integrazione europea è, dunque, una condizione essenziale perchè una politica economica per la crescita possa essere efficace in Italia e in tutti i Paesi europei nei quali le attuali condizioni economiche sono preoccupanti. Seppure a costo zero, le cosiddette "riforme strutturali" spesso citate quali strumento di sostegno alla crescita economica sono poco efficaci se non addirittura recessive per la crescita economica nel breve periodo e spesso difficili da realizzare per i numerosi interessi in gioco o la radicalità dei cambiamenti necessari. Il sostegno alla crescita deve necessariamente passare dall´utilizzo di risorse economiche da recuperare attraverso una redistribuzione dei carichi fiscali in senso più equo e favorevole all´occupazione, una più concreta solidarietà in ambito europeo (attraverso l´utilizzo di risorse comuni per investimenti infrastrutturali nei Paesi in difficoltà economica) e una maggiore flessibilità - in termini di intensità e di tempistiche - nel percorso di risanamento dei conti pubblici, anche alla luce dell´uscita dell´Italia dalla procedura per deficit eccessivo.
COMMENTA LA NOTIZIA